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Avolta, nel semestre terminato il 30 giugno, ha registrato ricavi per 6.34 miliardi di franchi svizzeri, in aumento dell’11% sullo stesso periodo 2023 (crescita organica +7%).

Una crescita decisa per il colosso nato dalla fusione tra Dufry e Autogrill, che avanza anche sul fronte della marginalità. L’Ebitda Core è salito a 568,3 milioni di franchi, pari al 9% dei ricavi, in aumento di 40 punti base su base annua.

“Il gruppo resta focalizzato sulla generazione di flusso di cassa. Le condizioni di mercato continuano a essere favorevoli e prevediamo che la forte performance proseguirà nella seconda metà del 2024, rafforzando la nostra fiducia e le nostre prospettive positive per il 2024 e oltre” si legge nella nota della società.

Tra le novità commerciali segnalate da Avolta, c’è un programma appena avviato negli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate, realizzato insieme alla fintech Utu Global che riguarda il Vat Refund. Dall’inizio di giugno, i viaggiatori extra-UE possono convertire i rimborsi IVA derivanti dagli acquisti effettuati in città, in buoni da spendere nei duty free airside, che hanno un valore di circa il 25% in più rispetto al rimborso originale.

“Quando il programma sarà estesa a tutta la nostra rete mondiale, prevediamo di poter sbloccare oltre un miliardo di rimborsi IVA non richiesti e di aprire un nuovo e sostanziale canale di introito per Avolta” ha commentato il Ceo di Avolta, Xavier Rossinyol. Infatti, secondo un’analisi basata su dati di Global Blue, ogni anno a livello mondiali ci sono fino a 4 miliardi di dollari di rimborsi Iva processati negli aeroporti che finiscono per non essere più reclamati dai viaggiatori.

Tornando al giro d’affari di Avolta, i ricavi rimangono ben equilibrati tra canale duty free (35,1% delle vendite), duty paid (30,4%) e food&beverage (34,5%). Rispetto ai canali, dominano gli aeroporti (82%), seguiti da autostrade (9,9%) e altri canali (ferrovie, traghetti…) all’8,1%.

Rispetto alle aree geografiche, va bene l’area Emea, con 3,23 miliardi di franchi di ricavi (+9,8%); cresce anche l’America del Nord a 2,13 miliardi (+6,9%), mentre invece frena l’America Latina con ricavi a 766,7 milioni (+1,2% la crescita, ma con un -1,3% like for like) dove pesa la situazione argentina, mentre l’Asia-Pacifico accusa una calo del 2,5%, a 282,2 milioni, specialmente a seguito dell’uscita del gruppo dall’aeroporto di Melbourne.

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