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Il private equity apporta valore, non solo capitali freschi, e permette alle catene di puntare davvero all’internazionalizzazione.

È questo il succo del recente white paper di WhiteSpace Partners, appena presentato al Mapic, dal titolo More Than Money: How Investors Power Restaurant Growth.

“Sebbene la presenza di investitori privati non sia una garanzia di successo, è indubbio che l’apporto di capitali freschi, insieme alle connessioni nel settore e all’esperienza manageriale, siano i fattori chiave della crescita in questo settore” ha commentato Vincent Mourre, Ceo e co-founder di WhiteSpace Partners.

Il report muove dall’analisi di numerosi casi concreti (ben 45 in tutta Europa) ed è impreziosito dalle interviste ad alcuni protagonisti del settore, sia sul versante private equity, sia foodservice: Yasha Estraikh (Associate Partner, Brand – Piper), Harry Goss (Partner – McWin Capital Partners), Carlos Julià (Managing Partner – Miura Partners), Mathieu de Medeiros (Partner – Vendis Capital), Alessandro Preda (Chief Executive Officer – QSRP), Robin Rowland (Operating Partner – TriSpan), Andrea Valota (General Manager & CEO – La Piadineria), Pieter Vermeersch (Partner – M80 Partners).

Per quanto riguarda il mercato italiano, le case history considerate nelle studio sono quelle relative a Rossopomodoro Alice Pizza, I Love Poke, La Piadineria, Poke House, Cioccolati Italiani.

Lo studio mette in luce il fatto che non esista un’unica ricetta giusta per l’espansione all’estero (fra diretto, master franchisee, jv e altro), ma tanti modelli possono essere ideali. Il comun denominatore è la presenza di investitori di private equity e dei miglioramenti che questi partner di capitale hanno saputo imprimere a vari livelli.

Il loro coinvolgimento spesso porta a migliorare i processi operativi, a rafforzare la governance e la direzione strategica, oltre a fornire un supporto tattico ai team di gestione in aree quali il marketing, la supply chain e la trasformazione digitale. Per molti gruppi della ristorazione, questa competenza esterna aiuta a snellire le operazioni e a scalare l’attività in modo efficace” commenta ancora Vincent Mourre.

Un ulteriore approfondimento sul report nel prossimo numero (Gennaio/Febbraio 2025) di retail&food.