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Il marchio di pizza al trancio Rom’antica, del gruppo Finiper, si apre per la prima volta al franchising.

Questa mossa si inserisce in un’operazione più ampia messa in campo dal gruppo Finiper Canova, che ha appena annunciato la creazione di una apposita business unit “Franchising”, dedita in modo particolare allo sviluppo di due brand. Il primo è il marchio della gdo Unes, che già oggi si sviluppa in parte direttamente, in parte tramite accordo con affiliati.

Il secondo è appunto Rom’antica, il marchio di pizza al trancio che finora si era sviluppato solo per via diretta.

La guida della nuova business unit è stata affidata ad Armando Strano, che ha raggiunto il gruppo Finiper sul finire del 2024, proveniente da Coop Alleanza.

“Non crediamo più nei modelli classici di affiliazione in quanto sorpassati e quindi migliorabili. Ci poniamo, infatti, al fianco degli imprenditori creando un progetto comune con la possibilità di condividere investimenti in sviluppi di negozi, centri di distribuzione e altre opportunità” ha spiegato Strano.

Rom’antica rappresenta una rete di circa 60 punti vendita, per ora concentrati solo in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Dodici locali si trovano nella città di Milano, dove è avvenuta da poco l’ultima inaugurazione al centro commerciale Sarca.

Il segmento della pizza in teglia alla romana (quella bassa, poco lievitata) è presidiata quasi soltanto da due marchi del foodservice: Alice Pizza e Rom’antica.

Alice, che ha più anni, ha preso il volo e ha ormai superato i 200 punti vendita.

Rom’antica era arrivata dopo, nel 2021, lanciato da Vera Ristorazione, ex società del gruppo Finiper che poi è stata fatta confluire dentro la controllata Iper Montebello. Lo sviluppo è rimasto concentrato al Nord e ora il marchio ha bisogno di trovare nuove strade per tentare di aggredire altri territori.

Al momento Finiper non ha comunicato dettagli ulteriori rispetto ai partner dell’affiliazione o nuove aperture. Senz’altro Roma è una delle città in cui il marchio considera da tempo lo sbarco, anche solo per sanare l’incoerenza di un brand che richiama alla romanità della ricetta, senza però avere un solo negozio nella Capitale.

Resta poi da vedere se i partner dell’affiliazione saranno separati o se gli stessi imprenditori possano essere interessati a sviluppare sia Unes sia Rom’antica. Un possibile sviluppo, ma questa è una considerazione di retail&food, potrebbe essere quello di prevedere “corner” Rom’antica all’interno dei punti vendita Unes.