Geox ha svelato i dettagli del Piano industriale 2025-2029, già parzialmente anticipato, che prevede investimenti complessivi per 110 milioni di euro.
Il gruppo di Mario Moretti Polegato ha presentato al mercato un piano articolato in due fasi, spiegato dall’amministratore delegato, Enrico Mistron, arrivato alla guida di Geox proprio un anno fa.
Piano in due fasi
Durante la prima fase, nel biennio 2025-2026, è prevista una crescita moderata, con un Cagr del 2% e ricavi stimati a circa euro 680 milioni nel 2026. In questo periodo il gruppo punta a lavorare sulla value proposition, mantenendo il posizionamento in un segmento premium di calzature, ma inglobando alcuni target che al momento non sono core a livello di vendite. Nel contempo, verrà razionalizzata la parte logistica.
Fra 2027 e 2029, ovvero la seconda fase, il Cagr è previsto salire all’8% per raggiungere gli 850 milioni di ricavi entro fine 2029, anno in cui il margine Ebit è atteso fra il 6%-7%.
Una parte importante del piano riguarda l’indebitamento. Già lo scorso dicembre Geox aveva annunciato un maxi accordo con un pool di banche, per allungare il debito, con l’impegno del suo azionista principale a contribuire in aumento di capitale con una somma fino a 60 milioni nel corso degli anni.
Al 2029, l’indebitamento risulterebbe dimezzato rispetto a oggi, in una cifra compresa fra 30 e 40 milioni di euro.
Per quanto riguarda gli investimenti, il piano prevede 110 milioni di euro, così suddivisi: il 44% (circa 48 mln) in applicazioni IT, il 28% (circa 31 mln) sulla rete retail per rinnovare negozi esistenti o aprirne di nuovi, e un altro 28% per lo più sulla logistica.

Sia come peso sul totale dei ricavi, sia come prospettive di crescita, il piano di Geox prevede andamenti piuttosto simili tra i canali di vendita “web”, “wholesale” e “retail”. Oggi i ricavi sono suddivisi al 39% retail, al 33% wholesale e al 28% web. La stima per il 2029 è quasi uguae: 40% – 32% – 28%. Anche come crescita, nel periodo 2024-2029 i tre canali prevedono un Cagr del 5%-6%.
Com’è cambiata la rete retail
È interessante, e fa un certo effetto, dare uno sguardo ai numeri della rete dei negozi Geox. Un esercizio che mette in luce le difficoltà e i cambiamenti non solo del marchio, ma in generale di tutto il settore retail.
Prima del Covid, nel bilancio al 31 dicembre 2019, Geox sfiorava i 1.000 negozi nel mondo. Per la precisione, aveva 974 monomarca (272 in Italia, 270 in Europa, 37 in Nord America, 395 Altro). Di questi, 520 erano in franchising.

Oggi (l’ultimo dato ufficiale è la semestrale al 30 giugno scorso) riferisce 630 negozi (172 in Italia, 162 in Europa, 11 in Nord America e 285 Altro) con 249 shop diretti, 258 affiliati e 123 con contratto di licenza.










