Skip to main content

L’apripista è stato il Bar Atlantic di Esselunga. Ora, tra prezzi convenienti e locali gradevoli, la grande distribuzione è ormai a pieno dentro il segmento del bar-ristorazione.

Le insegne della grande distribuzione stanno diventando dei concorrenti formidabili per gli esercizi pubblici di quartiere, non solo sulla “spesa”, ma anche per quanto riguarda caffetteria e ristorazione. Dai marchi di super e ipermercati nascono brand di caffè/ristoranti che hanno sempre più successo, svuotando quel che resta dei baretti di quartiere. Le loro armi? In primo luogo, prezzi bassi a fronte di una qualità tutto sommato buona. Poi, spazio per sedersi, locali generalmente nuovi e gradevoli e la comodità impagabile di poter fare una sosta caffè, o pausa pranzo, prima o dopo aver fatto la spesa. Tante insegne importanti stanno investendo su questo versante. E tante ci stanno pensando, anche se non vogliono anticiparlo al mercato. Ecco la nostra analisi.

Esselunga è l’apripista con i Bar Atlantic

Basta fare un giro attorno ai punti vendita Esselunga per capirlo. Il colosso dei Caprotti è stato tra i primi a muoversi in questa direzione e oggi controlla oltre 110 Bar Atlantic, che sono sempre pieni e non solo nei momenti canonici di maggior afflusso. Proprio perché stanno diventando un punto di riferimento, Esselunga si è mossa veloce e dove lo spazio lo consente ha iniziato anche ad allestire i dehor esterni. Così si salva anche la clientela dei fumatori o di chi, nella bella stagione, non ha voglia di stare al chiuso. Nati nel 2003, i Bar Atlantic impiegano ben 1.200 persone e sono presenti sia nelle gallerie commerciali sia in alcuni dei negozi di prossimità laESSE, almeno nelle 7 regioni in cui questi sono presenti. Bisogna essere chiari: non è come andare al ristorante. E, per quel che valgono, se si guardano le recensioni su Tripadvisor o su Google, molto spesso non brillano molte stelline. O per il servizio spartano o per la qualità appena sufficiente. Eppure, a giudicare da quanto sono pieni, finora il progetto è vincente. Con due euro e cinquanta si fa colazione con caffè e brioche. E chi ti dà, nel quartiere, un apertivo con cocktail e qualcosa da mangiare a 7,50 euro?

Nova Coop nel Nord Ovest sviluppa i Fiorfiore Cafè

Fiorfiore Cafè è un format esclusivo di Nova Coop. È stato introdotto nella sua attuale connotazione nel 2018, con il lancio del nuovo format a Torino e poi via via introdotto in altri punti vendita. “L’offerta di ristorazione al momento è presente in 21 punti vendita Nova Coop. Dal restyling dell’insegna Fiorfiore Cafè nel 2018, abbiamo applicato il format in otto di questi e abbiamo in programma di inserirla in altri tre in occasione delle prossime ristrutturazioni di punti vendita già programmate. Lavoriamo di continuo sul format, per affinare ricette, menù e l’intera proposta ristorativa” spiega Antonio Piscitelli, Responsabile sviluppo vendite freschi di Nova Coop. E come vanno le vendite? “Nel post Covid abbiamo sperimentato una crescita costante delle vendite e, in generale, possiamo dire che il format sta andando bene. La fascia di maggior afflusso è quella del pranzo sebbene anche le colazioni registrino numeri importanti. Nella fascia della cena performiamo in maniera soddisfacente grazie al successo di eventi tematici”. Un altro punto caratterizzante i Fiorfiore è che presenta prezzi uguali in tutti i punti vendita.

Unicoop Tirreno vuole far crescere i suoi Ricò

Anche Unicoop Tirreno, la cooperativa di consumo con sede a Piombino e presente con 100 supermercati tra Toscana, Lazio e Umbria, ha realizzato un proprio marchio, denominato Ricò. Oggi ne esistono sette, alcuni completi di caffetteria, gelateria, pizzeria e tavola calda self-service. Quattro si trovano in Toscana (galleria Mercato di Livorno, supermercato Coop di Cecina, Grosseto centro commerciale Maremà e cc Aurelia Antica) e tre a Roma (galleria Euroma2, Ipercoop Casilino e Coop via Laurentina).

“I punti di forza dei Ricò sono: portare il servizio ristorazione all’interno del supermercato e delle gallerie commerciali, far conoscere i prodotti a marchio Coop che utilizziamo a partire dal caffè, ma anche molte materie prime usate per le preparazioni in pizzeria, al bar e al self-service” spiega Michele Capannini, responsabile ristori Ricò Unicoop Tirreno. “La maggior parte degli alimenti sono prodotti da noi ogni giorno, come le focacce farcite, i primi e secondi piatti, i contorni, carne e pesce grigliati al momento e fritture espresse”. Nei giorni festivi e prefestivi, con una maggior presenza di famiglie, l’offerta di piatti pronti si arricchisce. I conti danno ragione al format. “Lo scontrino medio nel 2024 è stato di 6,46 euro, una media fra ristorazione e caffetteria, e in generale i ricavi sono cresciuti in doppia cifra” aggiunge Capannini.

Spazio Sapore (grupppo Arena): 14 ristoranti, anche stand-alone

Spazio Sapore è il format ristorativo del Gruppo Arena, per ora rappresentato da 14 ristoranti, collocati davanti alla barriera casse di alcuni punti vendita Decò e SuperConveniente di nuova costruzione o ristrutturati. Caratterizzato da un buon rapporto qualità-prezzo, il formato serve tutte le fasce orarie: dalla colazione alla cena, passando per pause pranzo e aperitivi. A livello di metrature, adotta una formula “risto-retail”, con circa un centinaio di posti a sedere e una metratura media compresa tra i 150 e i 200 mq. Tuttavia, presso L’Arena di Misterbianco, il format raggiunge addirittura 500 mq, con un ristorante che è un po’ il fiore all’occhiello del marchio.

Il progetto è cresciuto, tanto da identificare Spazio Sapore come un’insegna autonoma. Infatti, a Milazzo e nella citata Arena di Misterbianco (Catania) il ristorante è in sostanza uno stand-alone, slegato dall’area di vendita del supermercato. “Aperture come queste sono decisive” spiegano dal gruppo Arena. “Presto, nuove location vedranno la luce anche in contesti urbani strategici della Sicilia, senza necessariamente essere collegate a un supermercato, confermando il potenziale di Spazio Sapore come nuova realtà imprenditoriale nel mondo della ristorazione”.

Dieci insegne trincerate dietro il “no comment”

Grazie ancora per l’occasione di visibilità che ci offre e che, per questa volta, preferiamo non cogliere”. Con una frase di rito, tantissime insegne della Gdo che abbiamo cercato di coinvolgere in questo servizio, hanno scelto di non esporsi, rispetto ai piani di sviluppo del segmento risto-caffè. Unes, Despar, Lidl, Bennet, Carrefour, Tigros hanno risposto più o meno in questo modo. Aldi ha aggiunto qualcosa in più: “Al momento ALDI non dispone di bar/ristoranti all’interno dei suoi punti vendita e non abbiamo visibilità su futuri piani dell’azienda in tal senso”.

Non hanno voluto rispondere neppure grandi insegne che in realtà sono già della partita. È il caso di Finiper, che controlla quasi una ventina di Portello Caffè e quattro Ristò (da poco ristrutturati con un nuovo format). O Conad, con i suoi Punti Ristoro, diffusi al Centro Sud.