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Chiara Guglielmetti, attuale direttore operations, PR & policy di Glovo Italia, è la nuova presidentessa di Assodelivery (in foto).

Prende il posto di Matteo Sarzana, ex capo di Deliveroo in Italia, oggi alla guida di AirBnb.

Vice presidente è Gian Luca Petrillo, Head of Communications and Public Affairs, Italy & Belgium di Deliveroo.

Il rinnovo delle cariche arriva in un momento delicato per il settore del delivery. Un settore che attraversa i consueti problemi normativi e di rispetto delle materie sul lavoro. E che va verso un processo di integrazione, al punto che si fatica a considerare Assodelivery come una sigla di rappresentanza di una pluralità di soggetti. In sostanza è l’associazione di Deliveroo e Glovo. Benché la sezione “chi siamo” di Linkedin riporti ancora l’elenco originario Deliveroo, Glovo, Just Eat, SocialFood e Uber Eats (non c’è più traccia di un sito internet o di qualche dettaglio sul portale Confcommercio). JustEat ha lasciato nel 2021, Uber Eats non esiste più, SocialFood è stata comprata da Glovo.

Lo stesso consiglio direttivo, come una partita a squadre, si compone di Chiara Guglielmetti, Milena Disanza, Riccardo Ronchetti provenienti da Glovo, e Gianluca Petrillo, Paolo Carbone, Alessandra Fanizzi per Deliveroo, più l’avvocato Alessio Celestino che mantiene dalla fondazione il ruolo di segretario generale.

Le paghe dei rider

Di questioni sul tavolo ce ne sono tante. Il trattamento dei rider è la più pressante. Assodelivery ha sottoscritto a settembre 2020 un Contratto collettivo nazionale con la UGL.

JustEat nel 2021 ha siglato un accordo con le tre sigle confederali FILT CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti.

Ma alla fine, quanti sono davvero i rider sotto contratto?

Scioperi e proteste per paghe da fame e condizioni proibitive sono quasi quotidiani. I ristoratori hanno poco da sorridere, perché in mano rimane poco o niente.

Il consumatore finale non sa nulla, perché quando si usa la app di una piattaforma, il rider può essere dipendente oppure semplicemente un collaboratore del ristorante affiliato.

Per porre fine a uno degli ultimi scioperi, a Palermo, Glovo ha accettato di incontrare una delegazione di lavoratori, guidati dalla Nidil-Cgil. Altro che contratto Ugl.

Le multe in Europa e in Italia

La Commissione Ue ha da poco inflitto una maxi multa da 329 milioni di euro a Delivery Hero e Glovo (223 al primo, 105 al secondo), per aver sostanzialmente fatto cartello tra luglio 2018 e luglio 2022. La Commissione ha sottolineato, nel provvedimento, che l’operazione di non-concorrenza reciproca era facilitata dalla quota di minoranza di Delivery Hero in Glovo.

Quota che poi è diventata maggioranza. Oggi Delivery Hero controlla Glovo. Intanto Prosus (azionista della stessa Delivery Hero) ha comprato JustEat con obiettivo delisting.

Mentre l’americana DoorDash si è assicurata Deliveroo. Un’integrazione sempre più spinta verso due grandi poli.

Una multa a Glovo, la più recente, è arrivata anche dall’Antitrust italiana a settembre 2024. Una multa che colpisce la srl Foodinho, sorta di braccio operativo di Glovo, controllata al 100% dalla casa madre spagnola GLOVO APP23 SL. La sanzione fa ridere per l’importo (150mila euro), perché in realtà si occupa di un aspetto amministrativo, ossia l’autorizzazione a operare di Foodinho, che dovrebbe essere la stessa di alcuni operatori postali (vengono citati Amazon, Poste Italiane, GLS). Ma il testo, come tanti altri pronunciamenti passati, sottolinea ancora una volta come il rapporto di lavoro dei rider dovrebbe essere inquadrato con la disciplina del lavoro subordinato.

A.L.