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Nel periodo gennaio-maggio i fatturati dei retailer mostrano tutti il segno negativo.

Sono i dati emersi durante il consueto Retail Summit, evento di Confimprese, Jakala e Tig-The Innovation Group.

Il settore abbigliamento-accessori registra -1,4% da gennaio a maggio, ma un incoraggiante +3,9% nel confronto maggio 2024-maggio 2025. La ristorazione mostra -1,4% year to date e -0,3% maggio su maggio, mentre l’altro retail, in maggiore difficoltà, fa -4,8% da inizio anno e -1,4% con il dato di maggio.

Per quanto riguarda i canali di vendita (gennaio-maggio) i centri commerciali -1,5% year, le hish street -4% e i negozi di prossimità -1,5%

Quanto ai fatturati previsti per la chiusura del 2025 sono perfettamente divisi, con il 33% delle aziende che si dichiara ottimista, il 33% stabile e il 33% in difficoltà.

«Le aziende retail risentono in maniera minore del disorientamento in atto, in un decennio in cui abbiamo dovuto già fare i conti con diverse vulnerabilità, dalla pandemia alla crisi energetica, al ritorno dell’inflazione, ai conflitti alle porte dell’Europa” ha commentato Mario Resca, presidente di Confimprese. “Ritengo che i dati emersi si mantengano in linea con il 2024 e non mostrino cali evidenti. Anche il Governo, tuttavia, deve fare la sua parte a cominciare dall’abbattimento del cuneo fiscale a incentivi per assumere la manodopera”.

La resilienza del settore si riflette guardando alle previsioni di nuove aperture dei negozi.

Il settore ristorazione conferma i piani di sviluppo con 1.278 aperture, abbigliamento-accessori ne prevede 2.282, altro retail, che dopo la lunga flessione del 2024 dovuta al rimbalzo delle vendite negli anni del post- Covid, sta ritrovando vigore e stima 2.020 nuovi negozi. Entro la fine del 2° semestre sono previste 5.580 aperture sia dirette che in franchising, un dato in linea con il 2024. La ricaduta occupazionale registrerà un saldo di oltre 33mila nuovi posti di lavoro.

Tra gli investimenti da non rimandare, come emerso dai dibattiti, c’è la tecnologia. “L’Ai è infrastruttura strategica su cui si gioca il futuro del retail” ha considerato Marco Di Dio Roccazzella, Managing Director di Jakala.

Per continuare a rendere appetibile l’esperienza di acquisto per i consumatori, però, è anche indispensabile investire in formazione. Una leva che, inoltre, permette ai dipendenti di sentirsi coinvolti e fidelizzarsi verso l’azienda. Questo è un gap da colmare. Alcuni numeri mostrati durante l’evento segnalano che pltre il 40% dei dipendenti nel retail non riceve formazione strutturata, mentre solo il 30% delle aziende italiane ha iniziato a introdurre AI nei corsi di formazione interni.