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Il 67% degli italiani preferisce gli strumenti digitali quando acquista cibi e bevande in ristoranti, bar o attraverso servizi di consegna/asporto.

È il risultato di una survery, condotta su un migliaio di consumatori, presentata da Adyen in collaborazione con OnePoll.

Fra gli strumenti di pagamento, le carte di credito o di debito rimangono di gran lunga lo strumento preferito.

Cresce anche l’interesse per formule alternative, come ad esempio il Qr Code o la app. Sarebbe disposto a testarle il 69% del campione, benché il 40% specifichi che motiverebbe il cambio solo a fronte di una maggior velocità rispetto all’abitudine solita.

Dato da leggere in due sensi

Il dato è incoraggiante e naturalmente conferma il trend di crescita dei pagamenti digitali nella ristorazione. Eppure, leggendo i numeri al contrario, significa che esiste ancora un 33% di italiani che paga in contanti al ristorante. E verrebbe da chiedersi: chi sono? La “sfida” fra pagamenti tracciabili e non ci porterebbe troppo lontano.

Basti dire, in realtà, che il settore della ristorazione è uno dei più evoluti in questo senso, poiché in tanti altri tipi di transazioni, il contante ha un peso ancora maggiore. Solo lo scorso anno, il Politecnico di Milano ha registrato il primo “storico” sorpasso, registrando a livello nazionale il 43% dei consumi regolato per via elettronica e il 41% in contanti. Dunque, rispetto alla media degli acquisti nazionale, bar e ristoranti sono l’avanguardia del commercio.

Il rapporto con i programmi fedeltà e le mance

Interessanti anche i risultati del sondaggio, per quanto riguarda il collegamento fra l’aspetto economico e i programmi di loyalty, utilizzati dalla maggior parte delle catene italiane. Lo sconto sul prezzo, più di altri vantaggi, si conferma il fattore chiave.

La ricerca chiedeva agli intervistati se sconti, cashback o l’accumulazione di punti di un programma fedeltà li avrebbe spinti a utilizzare maggiormente forme di pagamento digitali, compresa la app. Gli sconti risultano l’incentivo più efficace in assoluto, scelto dal 39% del totale e con un picco tra i 25-34enni (52%). Il cashback convince soprattutto la fascia 35-44 anni (36%), mentre la raccolta punti trova particolare riscontro tra i più giovani: il 37% dei 18-24enni la indica come incentivo, rispetto al 25% della media generale.

Anche sul fronte delle mance si intravede un’evoluzione: se il contante resta la scelta prevalente (52%), tra i 25-34enni la quota di chi opta per la mancia digitale sale al 37%.

Favorire l’adozione di strumenti che permettano la mancia digitale è uno dei temi su cui si sta spendendo anche la Fipe.