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OVS conferma l’interesse per l’acquisto della catena di articoli per la casa Kasanova.

L’indicazione è stata fornita dall’amministratore delegato di OVS, Stefano Beraldo, in una recente intervista a Repubblica, a conferma di un rumor già più volte rimbalzato tra gli addetti ai lavori.

Kasanova, lo scorso 31 ottobre, aveva formulato un’istanza di composizione negoziata della crisi e di applicazione delle misure protettive del patrimonio, presso il Tribunale di Monza.

In diversi incontri con le sigle sindacali, la società ha ribadito come non ci sia un reale problema di fatturato (circa 340 milioni nel 2024), quanto la necessità di alleggerire e riscadenzare una situazione debitoria complicata. All’inizio della primavera, era stato anche prospettato un piano industriale di rilancio fino al 2029, che prevedeva dei ritocchi fisiologici, ma nessun taglio drastico alla rete vendita.

Rispetto al debito, il management di OVS avrebbe già in corso contatti con le banche coinvolte, per un debito stimato in circa 50 milioni di euro.

Ma perché l’interesse su Kasanova?

Il gruppo OVS già possiede un marchio di referenze per la casa, il brand Croff, che rappresenta però una dimensione molto diversa. Parliamo di una ventina di negozi in Italia, contro gli oltre 800 del gruppo Kasanova. Di questi, se ne contano almeno 600 a marchio Kasanova, ma il portafoglio comprende anche gli store Kasanova+ (quelli di più ampie dimensioni), Co. Import o L’Outlet del Kasalingo.

In pancia a Kasanova c’è anche Dmail. Verso la fine del 2023, Kasanova aveva rilevato questo ramo d’azienda da Percassi, comunicando un piano di crescita ambizioso. Si parlava dell’apertura a regime di 100 negozi e un incremento del fatturato di 50 milioni di euro. Al momento in Italia ci sono meno di trenta negozi Dmail.

Resta quindi da chiarire, da parte di OVS, se l’interesse riguardi il gruppo Kasanova nella sua interezza o soltanto alcuni rami d’azienda.

Un’altra interessante collaborazione commerciale che fa parte del “pacchetto Kasanova” è quella stretta con Unieuro, per l’apertura di shop in shop dei casalinghi dentro gli store di elettronica.