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Tengono i conti di Geox nel primo semestre di bilancio, ma intanto Enrico Mistron ha già lasciato il posto a un nuovo Ceo, Francesco Di Giovanni

Nei primi sei mesi fiscali, i ricavi sono stati 305,3 milioni, in calo del 4,7%. Un calo, però, dovuto ad alcuni fattori che hanno diminuito il perimetro, cioè la chiusura delle filiali in Cina e Stati Uniti e la riduzione nel numero dei negozi.

Ecco perché il margine lordo resta stabile al 51,2%, l’Ebit rettificato torna in positivo a 600 mila euro (era -5,5 milioni) e ci sono 13,8 milioni di euro di risparmi, a livello di costi operativi. Il risultato finale è ancora in perdita, -4,9 milioni, un rosso ridotto di due terzi rispetto allo stesso periodo del 2024.

Cambio repentino del Ceo

La correzione di rotta evidentemente non basta. Il Cda e gli azionisti lo sapevano bene ed è per questo che, già nei giorni scorsi, avevano deciso di sostituire a sorpresa Enrico Mistron, ex amministratore delegato salito in sella soltanto a marzo 2024.

“Divergenze sulle future strategie da adottare” è la motivazione del comunicato ufficiale aziendale. Certo il cambio è stato improvviso, considerando che il piano industriale in vigore, che ha preso il nome di “Rinascimento”, era stato presentato in Borsa pochi mesi fa, a marzo 2025, sotto la vecchia guida.

Ora il nuovo Ceo è Francesco Di Giovanni, manager di esperienza che già figurava come seniore advisor di Geox.

“Le performance di Geox non sono all’altezza delle aspettative da tempo, probabilmente per una combinazione poco efficace tra l’offerta di prodotto e la domanda di mercato, praticamente in tutte le aree in cui è presente” ha affermato alla prima uscita con gli analisti, dopo la diffusione dei conti.

Problemi di prodotto e di costi

Che cosa non funziona, in Geox? Da un lato, il prodotto. Rimasto un po’ a metà del guado: non proprio value for money ma neppure premium, non del tutto lifestyle, men che meno un marchio sportivo. Lo spiega bene una slide, tratta direttamente dal piano industriale in corso.

Poi c’è il tema costi. Di Giovanni non fa giri di parole. “Emerge una struttura dei costi non adeguata rispetto all’evoluzione del contesto competitivo in cui opera l’azienda. Nei prossimi 6-12 mesi sarà fondamentale concentrarsi sull’accelerazione del piano di risparmio”.

I tagli continueranno a riguardare anche la rete dei negozi, ma non solo. Tutte le aree aziendali verranno ottimizzate.

Per Geox la rete retail resta fondamentale e la promessa è quella di sacrificare solo i punti vendita non profittevoli, ma anche di mandare in porto qualche nuova apertura considerata stretagica.

Nel corso del primo semestre sono stati chiusi altri 26 negozi nel mondo, portando il totale a 590. In Italia, dove ci sono 159 punti vendita attivi, le chiusure sono state 14.