All’Antico Vinaio è pronto ad aprire il suo primo ristorante a Londra, nel quartiere di Soho.
Il Ceo e fondatore, Tommaso Mazzanti, ne ha dato notizia sui suoi canali social. Ed ha confermato che il partner per l’avventura inglese, così come sta avvenendo negli Stati Uniti, è l’imprenditore Joe Bastianich.
“Sessanta metri quadri che non sono solo un nuovo indirizzo, ma un sogno che continua a crescere. Questa apertura per me non è un traguardo, ma l’inizio di una nuova strada: nel Regno Unito e presto in Europa” ha scritto Mazzanti.
Come vanno gli affari, dal punto di vista dei numeri?
Il bilancio 2024 incorpora i negozi Av Retail
Analizzando il bilancio, All’Antico Vinaio si conferma una realtà che fa utili. Anche se il peso degli investimenti e dei costi ha eroso una parte dei margini.
Il bilancio in esame è quello di All’Antico Vinaio Srl, la società che gestisce direttamente 21 punti vendita in Italia, controllata al 100% dalla holding AV Holding srl (a sua volta detenuta al 100% da Tommaso Mazzanti).
Nell’anno di bilancio 2024 il perimetro dei negozi italiani è cresciuto, sia per il naturale piano di espansione, sia perché sono entrati i negozi che in precedenza facevano parte della joint venture con Percassi Av Retail.
Nel dettaglio, in virtù di un contratto d’affitto con la stessa Av Retail srl, sono entrati nella gestione i punti vendita di Verona, Milano via Moscova, Bergamo e Napoli, mentre le nuove aperture nel corso dell’anno sono state Milano via Orefici, Bologna, Firenze stazione S. Maria Novella e Galleria, Roma via del Corso e Stazione Termini. Nel complesso, solo 11 punti vendita su 21 hanno generato profitti per tutti i 12 mesi.

Ne deriva una crescita dei ricavi passati da 30,01 milioni di euro a 41,31 milioni. Il totale dei Costi alla produzione è stato pari a 38,41 milioni a fronte di 25,5 dell’esercizio precedente. In particolare, la voce “ammortamenti” è passata da circa mezzo milione di euro del 2023 a 1,2 milioni dell’esercizio 2024. Cresciuto sensibilmente anche il costo del personale, da circa 5,7 a 9,3 milioni di euro.

Inoltre, si vede un aumento significativo dei “costi per godimento di beni di terzi” (+79,1%), che appunto suugerisce un’espansione dell’infrastruttura aziendale attraverso affitti, leasing o noleggi.
Ne deriva un utile di esercizio pari a 1,66 milioni di euro, contro i 3 milioni del 2023.











