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Con la cinquina di aperture di agosto, KFC arriva a 132 ristoranti in Italia, con un giro d’affari che ormai supera i 200 milioni di euro.

In primavera, il Ceo Corrado Cagnola aveva promesso un investimento di rilievo sulla piazza di Roma. “Dei circa 35 milioni di euro di investimento previsti nel 2025, oltre il 50% è destinato a questo territorio” si leggeva nell’intervista rilasciata a retail&food.

La nuova apertura estiva nel quartiere Infernetto (foto in alto) porta quasi a 20 il numero di KFC nella Capitale.

Le altre aperture sono avvenute a Gravellona Toce (centro commerciale Le Isole), Catanzaro (centro Le Fontane), Grosseto (centro Maremà) e a Trapani.

La strategia di KFC è delineata: ancora una fase di crescita accelerata, che ora, dopo aver consolidato i grandi centri, si concentra su periferia e centri commerciali medio piccoli, con l’intento di portare ovunque la sua proposta salva-portafoglio. Ed essere così il fast food di riferimento a tema pollo.

Tutte le nuove aperture sono state operate da franchisee locali.

Oltre alle aperture, KFC sta investendo molto anche sul marketing e sulle iniziative fronte consumer. Anche questo serve a fidelizzare l’utente e rafforzare il brand, cercando di lasciare agli altri player soltanto il ruolo di alternativa di nicchia.

Tre le ultime iniziative, è arrivato il lancio di KFC Rewards, un programma loyalty che associa anche l’aspetto del gioco digitale, alla consueta accumulazione di punti, che danno diritto a premi e sconti. Come specificato dall’azienda, questo non serve solo a sollecitare i consumatori, ma ha un valore a livello di CRM a vantaggio dei franchisse. KFC dichiara che è stata sviluppata una piattaforma di analisi dei dati per permettere ai singoli franchisee di monitorare l’andamento e l’efficacia del programma in tempo reale, con indicatori specifici (KPI) dedicati al tasso di iscrizione, alla frequenza d’acquisto, al valore economico del cliente nel tempo (CLTV) e al ritorno economico dell’investimento (ROI).

Oggi KFC dichiara 132 ristoranti in 16 regioni, con circa 2.600 addetti. Il giro d’affari medio per ristorante è di 1,8 milioni di euro (dato 2024).