Il gruppo Domino’s Pizza ha lanciato sul mercato il brand di fast food a base pollo Chick ’N’ Dip.
L’esordio avviene in Europa, all’interno di 187 ristoranti Domino’s in Gran Bretagna e Irlanda.
Si tratta di una fase test, che potenzialmente potrebbe poi riguardare gli oltre 1.300 punti vendita dislocati fra Gran Bretagna e Irlanda.
“Si tratta di una grande opportunità per il gruppo, che nel mercato anglosassone sta anche aumentando la sua quota di mercato nel segmento pizza” ha detto il Ceo di gruppo, Andrew Rennie.
Questa mossa si mette in scia a un momento particolarmente vivace per i brand che ruotano attorno all’offerta di pollo. A livello globale, si prevede che il consumo globale di pollame crescerà del 21% entro il 2034, mentre quello della carne bovina del 16% e quella suina solo del 5% (fonte: Oecd).
Mossa focalizzata sull’Europa
Guardando al dettaglio di Domino’s Pizza, è un tentativo comunque di intercettare una richiesta a basso costo che sta caratterizzando il mercato europeo.
Domino’s Pizza è un colosso da oltre 21mila punti vendita nel mondo, di cui circa 7mila negli Usa. Tra i mercati internazionali, quello inglese è tra i più pesanti.
A livello di gruppo globale, ha da poco pubblicato i risultati del secondo semestre fiscale, con numeri in positivo. I ricavi totali sono stati pari a 1,14 miliardi di dollari (+4,3% su base annua). Le vendite globali al dettaglio sono aumentate del +5,6%, quelle negli Stati Uniti del 3,4% (perimetro costante) e quelle internazionali del +2,4%. Come redditività, l‘utile operativo è stato pari a 225 milioni di dollari (+14,8%).
Sono andati meno bene, invece, i conti di Domino’s Pizza Group PLC, che è appunto il master franchisee che controlla gli oltre 1.300 punti vendita d’Oltremanica.
In questo caso, la semestrale che terminava il 29 giugno ha mostrato una crescita limitata all’1,3% sul fronte vendite complessive (a 777,8 milioni di sterline) con un Ebitda positivo, a 63,9 milioni, ma in calo del 7,4%.
Anche la nota a corredo dei conti spiega: “Non si può negare che il mercato sia diventato più difficile sia per noi che per i nostri affiliati, e questo ha fatto sì che la performance positiva dei primi quattro mesi non sia proseguita nei mesi di maggio e giugno. Data la minore fiducia dei consumatori, l’aumento dei costi del lavoro e l’incertezza in vista dell’Autumn Statement, gli affiliati stanno adottando un approccio più cauto all’apertura di nuovi punti vendita”.
Sfida lanciata a Kfc, Popeyes, Wingstop e tanti altri.











