Con rendimenti di almeno un punto superiore rispetto ai centri commerciali, gli outlet godono di un buon momento di forma nel real estate.
Secondo l’ultima ricerca Savills, nel primo semestre 2025 gli investimenti nei Factory Outlet Centres hanno raggiunto quota 653 milioni di euro, che arrivano a 1 miliardo di euro considerando il periodo gennaio-agosto.
Si tratta di una quota ancora residuale rispetto a tutto il segmento retail, circa il 3,2% del totale, ma è un dato ben superiore alla media decennale dell’1,8%.
“L’Italia, insieme al Regno Unito, rappresenta il principale mercato europeo per numero e densità di outlet. Nella prima parte del 2025, il retail ha confermato la fase espansiva con volumi di investimento superiori a 1,1 miliardi trainati in particolare dal segmento dei factory outlet grazie al deal più rilevante del semestre. Anche nel terzo trimestre si è finalizzata un’operazione significativa a conferma del crescente interesse verso il segmento outlet” secondo Marco Montosi, Head of Investment Savills Italia.
“Dal lato degli investitori, l’interesse resta solido nonostante l’offerta limitata. Gli asset di qualità – spiega James Burke, Director, Savills Global Cross Border Investment – continuano a riscuotere forte interesse. Oggi i rendimenti prime oscillano tra il 6% e il 7%, circa 50-100 bps più alti rispetto ai centri commerciali tradizionali che registrano una media del 6,15% in Europa”.
Italia: mercato maturo con limitate possibilità di crescita
Analizzando però lo stato dell’arte dei singoli mercati, emerge una posizione di sofferenza per l’Italia. Non tanto sul fronte real estate, poiché i rendimenti degli immobili sono gli stessi degli altri Paesi, quando si riesce ad azzeccare il deal.
Il nostro Paese è però un mercato ormai molto maturo. Il primo di tutta l’Europa continentale per offerta e per rapporto superficie di vendita/abitanti, come mostra la tabella dell’operatore specializzato Ecostra

Avendo esaurito la spinta iniziale, l’interesse dei brand si sta spostando su altri fronti, come la Germania, in cui lo spazio da colmare è ancora molto. Come mostra l’immagine in basso, rispondendo nel 2024 alla domanda “su quale mercato puntare l’espansione nei prossimi tre anni”, poco più del 10% dei manager ha risposto l’Italia.

E poi c’è la questione del potere d’acquisto e della propensione al consumo. Una nota dolente che colpisce il retail nel suo complesso e non solo gli outlet, ma che dallo studio emerge chiaramente.
La Spagna è destinata a sovraperformare il mercato e dovrebbe chiudere il 2025 con vendite al dettaglio a +3,3% su base annua. La Francia è accreditata di un +2,1%, Germania e Regno Unito dovrebbero terminare il 2025 con +2,1% e +1,3%. L’Italia, invece, dovrebbe chiudere in leggero calo, -0,1%, e poi nel 2026 mettere a segno un modesto rimbalzo del +0,7%. E poi ci sono Paesi dell’Est destinati a correre più rapidamente, ma è naturalmente diverso il punto di partenza.














