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Il ristoratore bolognese che ha proposto di introdurre nel conto del ristorante la mancia obbligatoria per aumentare il compenso dei camerieri ha beneficiato della visibilità dei soliti quotidiani a caccia di click ma ha raccolto ben poco consenso tra operatori professionali e clienti.

Sul tema delle mance, libere e facoltative, si sono già espressi numerosi attori, da FIPE Federazione Italiana Pubblici Esercizi che pochi giorni fa ha rilevato come: “Le mance sono lo strumento migliore che i clienti hanno per premiare l’impegno e la passione di chi fa dell’ospitalità la propria ragione di vita. Contribuiscono, inoltre, a rafforzare il reddito dei lavoratori dei pubblici esercizi: un riconoscimento del valore e della professionalità di questi ultimi, che aiuta ad accrescere la qualità del servizio e a rendere più attrattivo il comparto. Per questo motivo, è importante incentivarle utilizzando gli strumenti a disposizione dei ristoratori, come la possibilità, prevista già dalla legge di bilancio del 2023, di pagarle direttamente tramite carta di credito usufruendo di un regime agevolato di tassazione al 5%”.

Aggiungendo che: “Grazie alla nuova normativa il numero di clienti che lascia le mance in modalità digitale è cresciuto sensibilmente, ma molto resta da fare e, per questo, la Federazione sollecita il sistema bancario affinché i sistemi POS, non ancora adeguati alla normativa, prevedano questa funzionalità. Allo stesso tempo la Federazione sostiene l’importanza di informare i clienti dell’esistenza di questa opportunità, ad esempio inserendolo all’interno del menù”.

E a proposito di pagamenti elettronici anche Qodeup, azienda italiana attiva nelle soluzioni di pagamento al tavolo, prende posizione nel dibattito sulla mancia obbligatoria. “Non condividiamo l’idea di renderla un’imposta aggiuntiva: sarebbe l’ennesimo scarico di un problema strutturale sul consumatore”, dichiara Fabio Marniga, Founder & CEO di Qodeup.

Marniga sottolinea che: “Nel nostro Paese esiste già il coperto, una prassi che in molti mercati dove la mancia è obbligatoria non esiste. E il quadro normativo attuale ha già introdotto una tassazione agevolata per le mance, purché raccolte in modo trasparente,” prosegue Marniga. “Per noi la soluzione è valorizzare la libertà del cliente e dotare i ristoratori di strumenti che stimolino e rendano semplice la mancia, collegandola alla qualità reale del servizio in sala.”

Di fatto con sistemi di pagamento digitale evoluti ogni commensale può lasciare anche pochi euro senza imbarazzo. Qodeup rileva come già oggi in diversi locali le mance raggiungono circa il 3% del fatturato; nei casi migliori l’extra arriva a incrementare del 50% la paga mensile del personale di sala.

Numeri che tracciano una direzione immediatamente percorribile, facoltativa e non discriminante per i clienti, premiante per il personale di sala e per un’organizzazione seria del personale da parte di catene o singole esercenti.