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I conti dei big aeroportuali, comprendenti l’estate, non sono ancora noti.

Ma a guardare i cieli italiani, l’effetto “boom” che aveva caratterizzato le estati precedenti si è sgonfiato. E così, come già emerso da alcuni report pubblicati nell’ultimo Tfwa 2025, il recupero sul “famigerato” 2019 pre Covid si allontana ancora.

Del resto, le premesse si conoscevano. Tra venti di guerra e propensione ai consumi debole, l’estate è stata altalenante. Anzi, luglio e agosto sono stati caratterizzati dal battibecco fra operatori e associazioni di categoria (dai balneari agli albergatori) che lanciavano l’allarme per i tanti ombrelloni vuoti nelle nostre spiagge. Dall’altra parte il Governo, insieme all’Enit, che provava a tirare i dati un po’ di qua un po’ di là per confermare che fosse tutto ok.

I dati di traffico forniti da Assaeroporti e Aeroporti 2030 mettono in evidenza alcuni dati significativi. Uno, è costante. Ossia, quasi sempre ci pensa la componente straniera a raddrizzare i numeri. Altri invece rappresentano una sorpresa.

Bene Milano, agosto a rilento per Fiumicino

Partendo dalle note positive, spicca l’ottimo andamento di Milano. Linate, a livello di performance agosto 25 vs agosto 2024, che è stato lo scalo migliore con +8,7%, a seguito di un brusco calo degli italiani (-16,8), contro una vera esplosione degli stranieri (+35,8%). Un risultato frutto di un aumento delle rotte (easyJet le ha moltiplicate) ma anche di un record di presenze turistiche della città nell’estate 2025. Molto bene anche Malpensa, che anzi segna dati in crescita sia nella componente domestica sia in quella straniera, registrando un agosto a +6,3%.

DATI DI TRAFFICO – AGOSTO 2025

Molto più magro il risultato di Fiumicino, che chiude il mese a +1,5%. Niente, se paragonato al +20,6% registrato ad agosto 2024 rispetto all’anno prima.

Va bene anche Bari, grazie all’estate degli stranieri in Puglia: con gli italiani ad appena +1,5%, gli altri segnano invece +10,5%.

Vale la pena notare che gli unici scali ad aver aumentato la quota di italiani sono stati Pisa (+10,9%) e Ciampino (+21%). Non è un caso che entrambi siano appannaggio delle low cost (Ryanair e Wizz Air su tutte). In grande spolvero anche Firenze, grazie anche qui agli stranieri, con un +8,4% complessivo.

Tornando però agli scali maggiori, ce ne sono tanti che hanno sofferto.

Bergamo, Napoli e Venezia con il segno meno

Bergamo Orio al Serio vede il traffico calare del 5,2%. Male anche Napoli, che finisce con un -1,8%, perché qui non è scattato il gioco di riequilibrio degli stranieri. In questo caso, occorre considerare che il dato del capoluogo campano è anche influenzato dall’operatività piena di Salerno: lo scalo della Costa d’Amalfi ha perso passeggeri dei voli internazionali, rispetto all’estate 2024, ma ha raddoppiato la quota di quelli internazionali. Probabilmente, se questi fossero transitati per Napoli, il bilancio di Agosto di Capodichino sarebbe stato sostanzialmente pari.

Pallido anche il risultato di Catania, +1,3%, che invece ad agosto 2024 era esploso a +21,1%.

Stazionari, anzi con il dato leggermente negativo, ci sono sia Venezia (-0,3%) sia Bologna (-0,9%). E il calo degli italiani penalizza anche Palermo, che attira più stranieri ma resta ferma nel dato complessivo.

DATI DI TRAFFICO – AGOSTO 2025

E le vacanze al risparmio degli italiani tolgono la spinta anche a Cagliari, che ha chiuso agosto a -0,7%.

Meglio, in generale, tanti scali che non figurano nella top ten, come Torino, Firenze e Olbia.

Certo questa analisi, basata solo sui dati di traffico, non autorizza ancora a condannare le vendite aeroportuali, sia nel retail, sia nel food. Ma certo danno un’indicazione, perché alla fine se questi sono i passaggi, gli scontrini non possono moltiplicarsi dal nulla.

Di contro, non basta agosto per dipingere l’annata come negativa. Anche per questo, nella tabella abbiamo inserito i dati progressivi gennaio-agosto, che sono generalmente migliori rispetto al solo “ottavo mese”. Un segnale, per esempio, del fatto che il turismo si sta destagionalizzando, premiando un po’ di più i mesi definiti di “spalla”. Motivo in più per aspettare i dati dell’ultimo trimestre per un quadro più esaustivo.