A Bolzano ha aperto ufficialmente i battenti la Highstreet Gallery di WaltherPark, il cuore commerciale del maxi progetto a uso misto della città alto-atesina.
WaltherPark è il più grande intervento privato mai realizzato in Alto Adige, con un investimento complessivo di oltre 600 milioni di euro e 127.000 mq di superficie, fra retail, living, office e hospitality. L’investimento è del gruppo tedesco Schoeller, su progetto dell’architetto Sir David Chipperfield.
Per quanto riguarda gli aspetti più commerciali e di gestione, Svicom è la società incaricata del ruolo di asset e property manager dell’intero complesso. “Con l’apertura della Highstreet Gallery si completa un progetto di rigenerazione urbana di straordinaria rilevanza per Bolzano e per l’intero territorio altoatesino” la dichiarazione congiunta di Fabio Porreca, Chairman e Partner, e Letizia Cantini, CEO, General Manager e Partner di Svicom SpA.
Nel dettaglio, la zona dei negozi occupa una superficie di circa 31.000 mq retail e 4.000 mq dedicati al food market. Da segnalare, qui, il primo store Esselunga dell’Alto Adige. Lo shopping center vuole essere un misto fra realtà locali e marchi nazionali e internazionali, per un totale di circa 80 insegne. Ci sono ad esempio Peek & Cloppenburg, OVS, JD Sports, Conté, Ecoalf, Starbucks, Nike e Lego, Mediaworld, con un format “smart” di prossimità, dm Italia. E poi ancora tanti marchi come Legami, Clayton, Alcott, Marlù.




Per quanto riguarda la ristorazione, il pezzo forte sono i circa 5mila metri quadrati di Mercato Centrale, che va a ospitare oltre 20 proposte food.
Alcune aperture hanno un significato particolare. Per Starbucks, questo store segna il negozio numero 50 in Italia.
Completano l’offerta un’area fitness & sport d’eccellenza, con il primo Club Virgin Active della regione e il Salewa Cube, particolare spazio indoor dedicato all’arrampicata, da circa 2mila metri quadrati.
“Si tratta di un’opera importante per la città” ha affermato il presidente di WaltherPark SpA, Thibault Chavanat. “Abbiamo realizzato il recupero e la valorizzazione di un quartiere centrale della città, con nuovi concetti di mobilità sostenibile e spazi liberi per la comunità. Con Svicom abbiamo avviato una collaborazione molto professionale, che ci ha portato con successo alla fase finale dei preparativi per l’apertura di questo progetto complesso”.
La gestazione del progetto non è stata semplice e la tempistica non era scontata, considerando l’avvicendamento in corso avvenuto soltanto a metà 2024. In quel periodo, infatti, i tedeschi di Schoeller hanno rilevato la proprietà del progetto che apparteneva alla Signa dell’imprenditore René Benko, finito in crisi.
Proprio due giorni fa, l’ex magnate austriaco è stato condannato a due anni di reclusione dalla Corte d’assise di Innsbruck per bancarotta fraudolenta, nell’ambito del primo filone sul crack del gruppo.











