Ingressi e vendite nei centri commerciali, nei primi nove mesi del 2025, riflettono l’andamento stagnante dei consumi degli italiani.
Nel periodo gennaio-settembre, gli ingressi nei centri commerciali sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, +0,3%, e lo stesso vale per il dato sulle vendite, che in realtà mostra un lieve arretramento (-0,1%). Abbigliamento e cura della persona sono in crescita, la ristorazione è in assestamento, mentre i beni per la casa e l’elettronica in flessione.
Questi dati sono stati diffusi durante il recente Investor Day del CNCC. Dati che l’associazione interpreta nella chiave del consolidamento, in virtù della ripresa che comunque c’è stata rispetto al Covid.

Il Consiglio ha diffuso anche la prima edizione di un focus periodico realizzato con EY, questa volta focalizzato sul segmento “beni per la casa ed elettronica di consumo”, basato su interviste alle catene di questi settori. Nonostante l’appannamento dei ricavi, il 60% dei retailer prevede una crescita del canale fisico, mentre l’80% investirà nel canale e-commerce, con particolare attenzione ai modelli integrati come il click & collect. Da segnalare, fra le richieste che i retailer fanno ai centri commerciali, più investimenti in viabilità, parcheggi e ampliamento delle food court.
Vivace la dinamica real estate
Se il quadro dei consumi è poco esaltante, e non potrebbe essere diverso vista la congiuntura, appare molto più dinamico il momento dei centri commerciali rispetto al real estate. È almeno dalla fine dell’anno scorso che si moltiplicano le operazioni di compravendita nel nostro Paese e, rispetto al resto d’Europa, rimane ancora spazio per ulteriore movimento. “Mentre la Spagna sembra aver raggiunto l’apice e sta subendo una compressione nei rendimenti, negli ultimi 12 mesi il mercato italiano ha visto numerose transazioni su trophy asset di primo piano mediante partnership industriali e finanziarie tanto che, rispetto allo stesso periodo del 2024, i primi 9 mesi del 2025 hanno fatto registrare investimenti retail in crescita del 35%” segnala lo studio.
In effetti, secondo il report più recente di Savills, nei primi nove mesi del 2025 in Italia sono stati investiti 7,8 miliardi di euro nel real estate commerciale, con il retail che rappresenta la prima asset class al 29% del totale: circa 2,26 miliardi di euro.
“Nel mercato retail primeggia il segmento dei centri commerciali, grazie al deal più rilevante per volume registrato ad oggi (Oriocenter ndr), seguito da quello dei factory outlet dove è stata registrata la compravendita di 5 asset attraverso 2 transazioni; il segmento high street raccoglie il 21% dei volumi grazie al forte interesse per Milano, Firenze e Roma” scrive Savills.

“In alcune precedenti edizioni dell’Investor Day si parlava di “retail is back” come riflesso del sentiment di mercato. Oggi il numero e gli importi delle transazioni nel nostro Paese dimostrano che si trattava di una percezione fondata” il commento di Roberto Zoia, presidente CNCC. “Il format centro commerciale conferma la propria solidità e le recenti operazioni, non più limitate ai soli a food anchor o high street ma che hanno interessato gallerie e retail park, provano come gli investitori guardino alle performance operative, che anche nel 2025 restano positive e in linea con altri mercati, come ad esempio la Spagna”.
A.L.











