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Nel corso del 2026 in Italia saranno inaugurati quattro nuovi centri commerciali, più un grande ipermercato.

Entro il 2028 dovrebbero andare in porto altri due cantieri.

Questi gli elementi di maggio rilievo, emersi durante il recente Retail Real Estate di Confimprese, con il supporto di Reno – Your retail partner.

L’anno prossimo apriranno i battenti il Nuovo Distretto Tematico a Genova (foto in alto), il Fass Shopping Centre a Elmas (Ca), il City Mall a Gallarate (almeno questa è l’indicazione di Reno), la galleria commerciale del grande progetto Porta Vittoria a Milano, più un Iper Tosano a Brescia.

Nel 2027-2028 sono previste altre 2 inaugurazioni, che saranno il centro commerciale Messina e Milanord a Cinisello Balsamo. 

“Certo il raffronto sul 2019, che prevedeva per il triennio 16 aperture, può sembrare deludente, ma bisogna considerare il ridimensionamento strutturale avvenuto nel retail fisico, che oggi mostra uno scenario mutato con ampi spazi di rinnovamento sullo stock esistente e opportunità di sviluppo selettive” si legge tra le righe dello studio.

Ed è senz’altro vero, che ormai il prodotto nuovo venga a mancare, un po’ per la congiuntura farraginosa, un po’ per la saturazione del mercato, soprattutto in determinate aree geografiche.

Solo la Spagna ha ancora spazio

Questo aspetto, che caratterizza la maggior parte delle economie come la nostra, emerge anche nel confronto con l’estero. Soltanto la Spagna mostra ancora spazi residui di crescita, con addirittura 43 progetti in pipeline da terminare in 3-5 anni. Per il resto, la Germania ha raggiunto la piena maturità strutturale, tanto che il 64% dei centri commerciali ha più di 20 anni. E il Regno Unito ha ormai imboccato la strada del ridimensionamento strutturale, con un -25% di strutture negli ultimi 10 anni. Un trend che si è accompagnato a una flessione del -15-20% delle vendite rispetto al 2019. N

“Il retail si sta evolvendo – riflette Mario Resca, presidente Confimprese – e sono sempre più percepiti dai consumatori come spazi polifunzionali per trascorrere del tempo. Non stupisce che sia in aumento lo sviluppo del settore food&beverage e del pet, retaggi del post-Covid. Le persone si orientano verso offerte ristorative più economiche senza rinunciare ai consumi fuori casa”.

Dubbi su Gallarate, i ritardi di Genova

L’elenco dei nuovi progetti prossimi ad aprire lascia inoltre qualche legittimo dubbio. A Genova, finalmente, nel 2026 dovremo vedere qualche inaugurazione. Ma non si può non fare accenno alle incertezze e i contrattempi che stanno caratterizzando i lavori. E’ di qualche settimana fa la lettera con cui Genova Sviluppo ha informato i futuri tenant di un ulteriore slittamento dei tempi, dal momento che le aperture erano previste entro il 2025. Inoltre, ci sono ancora dubbi sulle licenze alimentari e sulla presenza di Esselunga, come riportato dal Secolo XIX.

Ancora più nebuolsa è la situazione a Gallarate, generosamente inserita da Confimprese e Reno nell’elenco delle prossime novità. In questo caso, si tratta del progetto di riqualificazione del vecchio centro commerciale Il Fare, finito all’asta e oggi in mano alla società CLH che si occupa di crediti in sofferenza, più che di sviluppo. Anche qui, la cronaca locale riporta come manchi ancora un ok dell’amministrazione locale. Mentre il sito internet del progetto riporta un generico pdf, aggiornato a maggio, dove si rimarca “in attesa di approvazione da parte della municipalità”.

Tanto ricambio fra i tenant, bassa stima dei consumatori

La ricerca evidenzia che il comparto dei centri commerciali supera per la prima volta la soglia dei 1.001 complessi attivi, con 16 strutture che hanno raggiunto l’eccellenza e un numero crescente di progetti di riqualificazione. Tra il 2021 e il 2025 le principali insegne hanno movimentato oltre 7.500 location, con una crescita quasi neutra (+0,22% CAGR). Non stagnazione, quindi, ma ampia rotazione.

Un dato, però, balza agli occhi. Ossia la percezione diametralmente opposta tra brand e consumatori nei confronti degli shopping center.

Rispetto ai canali di vendita, infatti, i centri commerciali sono i preferiti dal 68% dei brand.

Di contro, rappresentano la prima scelta solo per il 28% dei consumatori, con un 42% invece che indica high street e negozi di prossimtà.

“Il retail fisico non sta scomparendo, ma si sta ridefinendo: cresce in qualità, selettività ed efficienza” secondo Gian Enrico Buso managing partner Reno.

La vacancy nell’ultimo anno si è stabilizzata tra il 3% e l’8%