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Con un’operazione di family buy-out, il brand Piazza Italia diventa proprietà di uno dei fondatori, Luigi Bernardo.

È pronto un nuovo piano industriale (2025-2030), che prevede circa 200 nuove aperture, metà dirette e metà in franchising, tra Italia, Balcani, Grecia, Medio Oriente, Sud America e Nord Africa. Previsto un impatto diretto sull’occupazione con oltre 1.000 nuove assunzioni in cinque anni tra sede e rete retail.

Attualmente la rete è di 340 negozi, molti dei quali nei centri commerciali, suddivisi all’incirca per metà a gestione diretta e l’altra metà in franchising.

Per la società attiva nel fast fashion, con sede a Nola (Na), il 2025 segnerà il miglior esercizio della sua storia, con un volume d’affari complessivo – tra rete diretta e franchising – pari a 485 milioni di euro, ricavi netti per 350 milioni e un Ebitda di 50 milioni, corrispondente a un margine del 14,3%. 

L’operazione è stata guidata da un pool di banche, con Unicredit capofila (con una quota complessiva pari al 43,5% del finanziamento) insieme a Bnl-Bnp Paribas, Mps, CdP, Mediocredito centrale e Banco Desio.

Com’è finito il riassetto famigliare

L’operazione finanziaria pone fine a una vera e proprio disfida famigliare, che vedeva protagonisti i due fratelli della famiglia fondatrice, i Bernardo, che avevano dato vita a Piazza Italia nel 1993.

Come ben spiegato dal quotidiano Il Messaggero la società era controllata con una quota del 74% dalla società Alma (suddivisa per metà esatta tra i fratelli Luigi e Antonio Bernardo), mentre il restante 26% era costituito da azioni proprie di Piazza Italia spa.

Le divergenze passate avevano portato i due a una sorta di asta: vince chi offre di più, per ottenere il 37% dell’altro fratello e conquistare il gruppo.

Antonio Bernardo poteva contare sul supporto di Intesa Sanpaolo come capofila dell’operazione, mentre Luigi ha fatto affidamento su Unicredit. Ha vinto quest’ultima cordata.

Il valore dell’operazione non è stato svelato, ma dovrebbe essere intorno ai 120-150 milioni di euro, il che attribuisce un valore aziendale complessivo superiore al mezzo miliardo di euro.

A.L.