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Starbucks celebra il primo anniversario del flagship store italiano, in piazza San Silvestro, a Roma.

Il locale, 800 metri quadrati su due piani, è stato il primo “flagship” in area Emea, celebrato anche dalla casa madre americana.

Il negozio è infatti decorato con diverse opere di street art, che richiamano le lupe di Roma e altri elementi naturali, e si distingue dagli altri Starbucks anche per l’offerta. Oltre all’assortimento tradizionale, infatti, c’è il Mixato Bar in cui poter ordinare cocktail, bevande reserved, scegliere food salato all’ora dell’aperitivo. In più è possibile affittare il piano superiore per eventi privati, come già accaduto varie volte. “Un luogo divenuto un vero e proprio punto di richiamo per residenti e turisti” ha affermato Vincenzo Catrambone, General Manager di Starbucks Italy, società che fa capo a Percassi, licenziatario unico in Italia del coffee brand americano.

Il “compleanno” di questo Starbucks di Roma è stato anche l’occasione per fare il punto sull’espansione del marchio in Italia, che aveva esordito a fine 2018 con la grande Roastery di Milano (piazza Cordusio).

Come va l’espansione in Italia

“Partendo intanto da questo punto vendita, a Roma piazza San Silvestro, in questo anno abbiamo ottenuto il risultato che ci eravamo prefissati, sia come appeal sul pubblico sia come fatturato. Non era scontato, perché il contesto è di primo ordine, ma parliamo comunque di un locale non centralissimo rispetto al cuore della Capitale” ha affermato a retail&food Vincenzo Catrambone, a margine dell’evento.

“Inoltre, anche noi, come il resto del mercato, abbiamo navigato a vista, in un momento non brillante dei consumi e in un 2025 caratterizzato da uno scenario geopolitico difficile. Non posso nascondere che il conflitto Israele-Palestina ha ripercussioni negative sul nostro marchio”. E poi ci sono addirittura scioperi, negli Stati Uniti, che stanno colpendo il brand. “Ma quelle sono dinamiche d’oltre Oceano, che sinceramente non stanno toccando in nessun modo gli store italiani e direi anche europei” secondo il general manager.

Lo sviluppo in Italia non si è mai arrestato, pur passando attraverso il Covid. Oggi Starbucks conta in Italia 50 negozi, l’ultimo dei quali inaugurato a ottobre al WaltherPark di Bolzano, e impiega oltre 760 collaboratori. È presente nei centri città, centri commerciali e outlet, in alcuni luoghi del travel, in dieci regioni (Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Veneto).

“Finora siamo soddisfatti del mercato italiano, poiché riusciamo a catturare un pubblico eterogeneo. I vari negozi mostrano caratteristiche differenti. Ce ne sono alcuni con una forte componente di turisti, lo notiamo per esempio da quanto si innalza lo scontrino legato al merchandising. Altri, invece, come ad esempio Milano corso Vercelli, ci hanno stupito per la capacità di diventare un punto di riferimento dei residenti, quasi come un bar di quartiere” prosegue il general manager.

Ora, come proseguirà la crescita? “Siamo pronti a cogliere opportunità ovunque ne vediamo il potenziale, ma non stiamo correndo e non dobbiamo aprire tanto per aggiungere una bandierina rispetto ai territori coperti. È naturale che le grandi città, benché siamo già presenti, sono caratterizzate da forti flussi di persone e dunque possono presentare delle occasioni interessanti. Anche il travel, come ad esempio gli aeroporti, è sempre nel mirino. Ma devo ammettere che è un canale commerciale oneroso, da valutare con attenzione”.

I tempi? “Stiamo lavorando su alcune opzioni, ma per le nuove aperture se ne riparla nella seconda metà del 2026”.

A.L.