Nel periodo delle Feste, i grandi retailer spendono miliardi in adv per farsi notare dai consumatori. Ora, però, investono anche per farsi notare dall’intelligenza artificiale.
La stagione allungata delle feste negli Stati Uniti (dal 1 novembre fino a Natale) dovrebbe generare oltre 250 miliardi di dollari di acquisti via web, secondo l’osservatorio Adobe.

Oggi giorno, chatbot come ChatGPT di OpenAI o Gemini di Google sono entrati a far parte del mix di canali che vengono consultati, grazie a strumenti rivolti ai consumatori in grado di fornire descrizioni dei prodotti, confrontare i prezzi o in alcuni casi consentire direttamente gli acquisti, quando il tool è integrato in un sistema più ampio di vendita.
Non a caso, anche in Italia, proprio in questi giorni Open AI ha annunciato il lancio della funzione shopping research, una nuova esperienza in ChatGPT che aiuta gli utenti a trovare i prodotti giusti facendo la ricerca al posto loro. Invece di consultare decine di siti, basta descrivere (almeno in teoria) ciò che si sta cercando e shopping research creerà una guida per l’acquisto (qui sotto una rapida prova che abbiamo effettuato con ChatGPT).

Che cosa sta accadendo Oltreoceano? Secondo un approfondimento della Reuters, i retailer si attrezzano per farsi vedere dall’Ai. E il meccanismo è un po’ lo stesso che funziona sul web: più sei presente, e con un buon linguaggio Seo, e più aumenta la probabilità che il motore di ricerca Google ti indicizzi in alto.
“Abbiamo visto marchi che prima pubblicavano tre o quattro nuovi post o articoli sul blog al mese, ora cercano di farne 100 o 200”, ha testimoniato Brian Stempeck, l’amministratore delegato della piattaforma di ottimizzazione generativa dei motori Evertune.ai
Siti ad hoc, solo per gli scrapers dell’IA
Tradizionalmente, i retailer taravano i loro annunci pubblicitari su Google e Meta, basandosi sulle frasi chiave ricercate dagli utenti o sui link cliccati in precedenza. Ma sui chatbot di intelligenza artificiale (almeno per ora) non si può pianificare Adv nel senso tradizionale del termine. Quindi i retailer cercano altre strade, come appunto pubblicare con maggior frequenza sui blog di settore o scrivere dei loro prodotti su Reddit. Ma non solo. Pare i grandi retailer sitano costruendo siti web che non possono essere visti dagli acquirenti, destinati a essere letti esclusivamente dagli scrapers dell’IA, strumenti automatizzati di estrazione dei dati che setacciano Internet alla ricerca di informazioni.
Gli scrapers forniscono poi le informazioni a piattaforme come ChatGPT e Gemini, che di rimando offrono suggerimenti per gli acquisti.
I primi dati suggeriscono che l’aumento dell’utilizzo dell’IA sta avendo successo. Nei primi 23 giorni di novembre, il traffico AI è aumentato dell’830% rispetto all’anno precedente, secondo Adobe Analytics, e gli acquirenti che hanno raggiunto un sito di eCommerce passando attraverso un servizio AI, hanno avuto il 30% in più di probabilità di acquistare rispetto a quelli che hanno utilizzato le ricerche web tradizionali.













