Il gruppo De Agostini, controllato dalle famiglie Boroli e Drago, ha acquisito il 42% di Legami, la rete di cartolerie 2.0 fondata dal bergamasco Alberto Fassi.
La partecipazione, confusa da diverse testate, va spiegata, poiché non si tratta tout-court dell’ingresso di DeAgostini nella società.
La quota del 42% (la maggioranza resta sempre in mano ad Alberto Fassi) era già un investimento nel perimetro DeAgostini, ma condotto nel 2023 sotto forma di private equity, tramite Flexible Capital Fund, veicolo di DeA Capital Alternative Funds SGR.
Dopo meno di tre anni dall’investimento, il fondo in sostanza ha realizzato la sua exit, direttamente verso il gruppo che sta a capo della catena. La cifra non è stata comunicata.
Ora DeAgostini potrà nominare due rappresentanti nel Cda.
Negli ultimi anni Legami ha registrato una crescita notevole: dai 51 milioni di euro di ricavi nel 2022 ai 245 milioni del 2024, con un EBITDA superiore ai 50 milioni. L’ultimo biennio è stato teatro di una rapida crescita dei punti vendita e dei canali di distribuzione. Oggi si conta la presenza di Legami in almeno 70 Paesi, con 10.000 rivenditori, più di 600 corner e un network retail diretto attivo in Italia, Francia e Spagna.
Per il 2025 è previsto il superamento dei 300 milioni di euro di fatturato e a fine anno si conteranno più di 150 negozi a gestione diretta, anche grazie all’apertura di 16 store in Francia e 5 in Spagna.
Oltre al Ceo Alberto Fassi, ai vertici di Legami c’è il Managing Director Massimo Dell’Acqua.
“Li affianchiamo con entusiasmo in questa nuova fase di sviluppo e siamo convinti che la nostra esperienza nel far crescere aziende di qualità, nel ruolo di azionista industriale di lungo periodo, potrà essere di grande beneficio per Legami, in particolare in questa fase di ingresso in nuovi mercati, consolidando la posizione di player di riferimento in stationery, ‘happy shopping’ e nei lifestyle accessories di alto livello” ha commentato Enrico Drago, Presidente esecutivo di DeAgostini Spa.
A.L.












