Dopo aver lanciato l’Opa in estate, ora i cinesi di JD.Com chiudono su MediaWorld.
Il colosso JD.com (eCommerce da 160 miliardi di dollari di ricavi l’anno nel 2024) ha conquistato la maggioranza di Ceconomy, la holding tedesca che controlla le catene MediaMarkt – in Italia MediaWorld – e Saturn (brand che da noi non esiste più).
Il socio di minoranza nel nuovo assetto rimarrà Convergenta, la holding della famiglia fondatrice (Deissner), con circa il 25%.
“Con JD.com come nostro partner, saremo in grado di accelerare l’attuale traiettoria di crescita di Ceconomy e rafforzare ulteriormente la nostra posizione di piattaforma omnicanale leader in Europa per l’elettronica di consumo” il commento rituale del Ceo di Ceconomy Kai-Ulrich Deissner.
L’operazione sarà concretizzata nel corso del 2026 dopo le varie approvazioni antitrust, ma al momento non ci sono segnali che possano indicare un colpo di scena tale da vanificare l’operazione. Le autorità tedesche hanno già dato il loro via libera, data la limitata presenza del gruppo cinese in Germania.
Secondo una nota dell’agenzia Reuters, anche il Governo italiano ha già dato il suo ok, ma vincolato ad alcune prescrizioni, al momento non ancora pubbliche.
I cinesi mettono le mani quindi su un colosso dell’elettronica da 23 miliardi di ricavi e almeno 800 negozi in 11 Paesi (Germania, Austria, Italia, Svizzera, Ungheria, Polonia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo e Turchia). In Italia, sono circa 140 i negozi MediaWorld e il portale Mediaworld.it conta 70 milioni di visitatori ogni anno e oltre 220 milioni di sessioni.
I riflessi politici e il futuro a breve
Dal punto di vista retail, nei prossimi mesi non ci saranno cambiamenti. E non è scontato che ce ne siano neppure nel medio periodo. L’impressione è che la nuova proprietà possa operare una qualche razionalizzazione della rete a livello europeo, ma non è intenzionata a dare un taglio drastico al retail, a favore dell’eCommerce, quanto piuttosto a integrare l’omnicanalità.
JD.com investe in Europa perché ha la forza economica per farlo, ma anche perché è in cerca di uno sbocco vitale per la sua attività e per migliaia di prodotti cinesi (ma ormai gran parte dell’elettronica di consumo è cinese). In patria il suo eCommerce risente della concorrenza sempre più agguerrita di player come Alibaba e Pinduoduo. E al nuovo azionista non dispiacerà affatto l’accelerazione che MediaWorld ha impresso sul terreno dei marchi privati, presentati anche in Italia, che attualmente sono PEAQ, KOENIC, ISY e OK. Un ambito in cui ha un ruolo chiave l’italiano Guido Monferrini, Presidente del Cda di MediaMarket S.p.A (MediaWorld), Regional CEO (Italia, Svizzera, Austria, Ungheria) ed Executive Vice President e Responsabile dello sviluppo delle Private Label di MediaMarktSaturn Retail Group.
Sul fronte dell’eCommerce, l’elettronica di consumo in Europa vale 112 miliardi di euro di vendite (dato 2024), ma ha ampie potenzialità di crescita, se pensiamo che nell’ultima relazione finanziaria di Ceconomy (i primi 9 mesi fiscali) la quota dell’online sul totale dei ricavi era al 26%.
Un terreno che invece provoca dubbi e timori è quello dei dati. Infatti il controllo dei grandi retailer dà accesso ai dati dei clienti e a un’attività di profilazione sempre più fine.
Una partita che tocca anche Unieuro
L’operazione Jd.com – Ceconomy ha un effetto di rimando anche su Unieuro, ma al momento non ci dovrebbero essere conseguenze. Ceconomy, infatti, è socio di minoranza di Fnac Darty, con una quota del 22%, il gruppo francese che oggi controlla Unieuro.
Proprio il governo francese, nei giorni scorsi, ha però annunciato di aver trovato un accordo con JD.com, secondo cui i cinesi rimarranno soci di capitale di Fnac, ma senza avere ruoli di gestione, senza nominare componenti nel Cda e con l’impegno a non aumentare la partecipazione.
A.L.












