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King Pub cambia marcia e si prepara a raddoppiare la sua dimensione grazie all’affiliazione.

Il format di birreria, fondato e diretto da Francesco Dalle Crode, ha già stipulato 13 accordi, nell’ambito del progetto franchising entrato nel vivo nel 2025.

“Almeno il 70% di queste aperture avverrà entro il primo trimestre 2026” racconta Dalle Crode in questo colloquio con retail&food.

Questi nuovi locali si aggiungeranno ai 10 già esistenti, a gestione diretta, e permetteranno a King Pub di raggiungere diverse regioni: il Friuli Venezia Giulia, dove è nato, poi Veneto, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia.

“E non è tutto, perché è ormai in dirittura d’arrivo la firma di un contratto di master franchising per la Lombardia, con un operatore multi brand già attivo nel food” aggiunge il fondatore. La zona compresa fra Como e la Brianza sarà il teatro delle prime aperture.

“Nel complesso, fra diretti e affiliati, l’obiettivo per tutto il 2026 è raggiungere i trenta punti vendita”. Mentre per il 2028 il target è fissato a 50.

Niente centri commerciali, 35 euro di scontrino medio

King Pub si inserisce nel filone delle birrerie, che sta riscontrando successo in questo contesto di mercato. La proposta e il target di clientela di King Pub hanno alcune caratteristiche precise.

Dal punto di vista geografico, sfrutta territori di provincia dal forte potenziale. I locali si posizionano anche in Comuni poco sopra i 15mila abitanti. “Mi piace citare il luogo di una prossima apertura, Gaeta. Un territorio dalla forte valenza turistica, dove però quasi nessuna catena aveva investito prima, praticamente c’era solo un McDonald’s” nota Dalle Crode.

Rispetto ai canali, finora una scelta precisa è quella di restare fuori dai centri commerciali. “Questo ci permette di allungare l’orario serale al dopo cena e così proporre la visione degli eventi sportivi, che sono un grande traino di clientela. I consumatori non sono giovanissimi, almeno dai 22-23 anni in su, ma ci sono posti come il locale di Trieste dove abbiamo un’alta componente di over 55. Un’altra caratteristica, trasversale a tutte le età, è che generalmente parliamo di lavoratori, non di studenti. Anche per questo, è frequente l’ordinazione di birra più cibo, seguiti dopo dalla seconda birra” dice Dalle Crode.

Questo restituisce uno scontrino medio di riguardo: 35 euro.

Margini sopra il 20%

La proposta è un mix di birra con cucina, anche se a differenza di altri brand, la parte principale dei ricavi deriva proprio dal cibo. “In menù ci sono 14 tipi di appetizer che sono un vero core business, dalla forte marginalità, accanto a 18 tipi di hamburger, 5 tipi di club sandwich e molto altro”. In genere si fa attenzione a stipulare accordi con produttori locali, così da ideare alcune proposte caratterizzate da sapori del territorio. Un valore importante, in particolare al Sud.

Oggi il giro d’affari di King Pub è intorno ai 13 milioni di euro, riferiti ai dieci locali esistenti, destinati a raddoppiare con l’avvio dei ristoranti affiliati. “Siamo attentissimi al controllo di gestione e per questo ci avvaliamo di un software personalizzato, che stiamo sviluppando con un nostro partner. Chiuderemo il 2025 con un Ebitda poco sotto il 20%, che dovrebbe salire al 21,8% il prossimo anno”.

L’evoluzione dei ricavi, nel corso del 2025, ha evidenziato un leggero arretramento delle vendite legate alle presenze nei locali. Ma questo è stato bilanciato addirittura da un +183% della componente delivery, che ora è diventato un canale importante del fatturato.

Per quanto riguarda il capitale, la proprietà è ancora al 100% di Francesco Dalle Crode. “Per ora resisto. Ma valuto la presenza di eventuali partner” specifica.

Adriano Lovera