Nella prima metà del 2026 potrebbe realizzarsi finalmente il passaggio di proprietà di Alice Pizza.
La catena di pizza al taglio, leader in Italia con circa 220 punti vendita, è controllata dal 2019 da Idea Taste of Italy, uno dei fondi che fanno parte del gruppo DeA Capital, della galassia De Agostini. E in questi anni è sempre stata amministrata dall’a.d. Claudio Baitelli (proprietario di una piccola quota di capitale, accanto al veicolo del fondo Toi Due srl che ha circa il 70% e a vari componenti della famiglia fondatrice, i Giovannini).
Il brand ha attraversato indenne il periodo Covid, anzi, è andato incontro a uno sviluppo molto rapido dei punti vendita, salvo rallentare un po’ nell’ultimo anno.
Dell’eventuale exit di DeA Capital, che andrebbe così a realizzare l’investimento, si parla da tempo e a più riprese riemergono le indiscrezioni, come accaduto in un recente articolo del Sole 24 Ore di giovedì 8 gennaio.
Secondo le indiscrezioni, diversi soggetti sarebbero arrivati alla fase di due diligence. Tra questi, il fondo tedesco Auctus Capital Partners (che ha in portafoglio società collegate al food come The Gustoso Group e Panarium bakery), il gruppo anglosassone Capdesia, una società di investimenti esplicitamente focalizzata soltanto sul foodservice (oggi in portafoglio ci sono Wasabi Sushi & Bento, Gail’s Artisan Bakery, Franco Manca pizza e The real Greek), l’italiana Quadrivio, che dispone di fondi dedicati al made in Italy, salita agli onori delle cronache in estate per l’impegno a rilanciare un brand storico di abbigliamento-accessori come Twinset.
In lizza ci sarebbe un altro operatore finanziario specializzato, McWin Capital, che dispone di un fondo chiamato McWin Restaurant Fund che ha in portafoglio partecipazioni dirette o in qualità di master franchisee per alcune regioni europee, con brand noti come Big Mamma, Burger King, Subway, Popeyes.
Secondo l’articolo del Sole 24 Ore, fra gli interessati ad Alice Pizza ci sarebbe anche Cigierre, il colosso friulano controllato da Bc Partners (con una partecipazione di Quattro R), noto per Old Wild West, ma con in portafoglio diversi brand quali Pizzikotto, Smashie, Wiener Haus, America Graffiti, Shi’s.
Cigierre, contattata da retail&food, ha preferito non commentare le indiscrezioni.
In assenza di dichiarazioni ufficiali, si ragiona solo su ipotesi. Ma è chiaro che per il mercato italiano, la soluzione Cigierre è piuttosto suggestiva e in qualche modo sui generis.
Le attività dei fondi, pur con le dovute differenze, ricalcano uno schema consueto che prevede l’ingresso nel capitale, un’iniezione di liquidità per sostenere la crescita, e dopo qualche anno l’uscita per ottenere una legittima plusvalenza. Forse McWin può apparire un soggetto più votato al lungo periodo.
Nel caso di Cigierre, bisognerebbe capire che cosa intenda il giornale confindustriale. Se il soggetto interessato ad Alice fosse la controllante Bc Partners, allora non cambierebbe molto. E in questa soluzione, il management potrebbe rimanere quello attuale.
Se invece Alice Pizza dovesse “sposarsi” direttamente con Cigierre S.p.A, si tratterebbe di un cambiamento enorme per l’azienda, che ha mantenuto solide basi in Friuli, dove c’è il quartier generale e dove lavorano l’a.d. Marco Di Giusto e il direttore generale Stefania Criveller. Alice andrebbe di diritto a rappresentare il secondo pezzo forte (almeno a livello di punti vendita) dopo Old Wild West. Si tratta di capire se rimarrebbe una società a sé stante, con Cigierre in qualità di capogruppo, o se l’intenzione sia quella di inglobare Alice Pizza così da renderlo uno dei brand di casa, utile per completare l’offerta di prodotto, alla casella “pizza al taglio”.
In entrambe le ipotesi, l’approccio di gestione di Cigierre è sempre stato di tipo industriale e focalizzato sulla crescita di lungo periodo, niente che abbia a che fare con le exit dei fondi. Ma con Alice Pizza “ridotto” soltanto a brand interno, è lecito prospettare un azzeramento del management, con il timone del comando che passerebbe al duo sopra descritto, Di Giusto-Criveller, come avviene per tutti i marchi Cigierre.
(Adriano Lovera)










