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L’anno scorso i consumi hanno subito un calo, a valore, del -1,4%.

Lo certifica il consueto osservatorio Confimprese-Jakala, relativo ai mesi gennaio-dicembre 2025, secondo cui inoltro la flessione si accentuata nell’ultima parte dell’anno, con il periodo settembre-dicembre che ha mostrato un calo del -2,9%.

Il dato è pesante, soprattutto se si considera che è calcolato “a valore”. Quindi significa che neppure l’effetto inflazione (che secondo i dati preliminare Istat sarà a +1,5%) è servito a raddrizzare il consuntivo o tenerlo almeno sulla parità.

Naturalmente, occorre distinguere fra le varie categorie merceologiche.

Differenze per settore e canale di vendita

«La chiusura d’anno mostra una realtà variegata a seconda dei settori di attività, con la cura della persona in positivo a +2,9% e una maggiore difficoltà nei settori abbigliamento-accessori a -2,1% e l’entertainment a -4,4%” segnala Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese.

“Un negativo più contenuto per ristorazione a -0,6% e altro retail a -1,3%. Un quadro quindi non positivo nel suo insieme ma nel complesso con variazioni settoriali abbastanza moderate. Sarà importante ora monitorare i primi mesi del 2026 che hanno controcifre abbastanza contenute e che quindi potrebbero indicare una stabilizzazione dei consumi a livelli vicini a quelli dello scorso anno”.

Nei canali di vendita, infine, le high street continuano a registrare andamenti negativi con una chiusura anno a -2,3%. Poco sotto la parità sia i centri commerciali a -0,3% sia i negozi di prossimità a -0,5%.

SETTORI MERCEOLOGICIGen-dic25 vs Gen-dic24
Abbigliamento/Accessori-2,1%
Ristorazione-0,6%
Altro Retail-1,3%
Totale mercato-1,4%