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Margini in crescita e ritorno all’utile per MediaWorld Italia nel 2025.

Questi sono gli elementi principali dei conti diffusi dal grande retailer dell’elettronica di consumo, che dichiara un andamento delle vendite a +1,7%, rispetto a un dato di mercato piuttosto piatto, calcolato in +0,4%.

Nel periodo di riferimento (l’anno fiscale chiude il 30 settembre) MediaWorld ha registrato un valore della produzione pari a 2,4 miliardi di euro (+63,5 milioni, +2,7%), un forte incremento del margine operativo lordo a 24,7 milioni di euro (+19,1 milioni, +341%) e dell’utile di esercizio, che torna positivo per 0,6 milioni di euro, rispetto a una perdita di 12 milioni del 2024.

Nel corso dell’esercizio, gli investimenti ammontano a 29,9 milioni di euro. Rispetto al retail, nel 2025 il piano ha previsto 10 nuove aperture e 12 ristrutturazioni, tra cui il Tech Village di Milano Certosa e il punto vendita di Verano Brianza, sede centrale dell’azienda, individuato come negozio pilota per la trasformazione in “Future Store”.

“Chiudere il 2025 in utile e raggiungere il miglior risultato di sempre nella soddisfazione dei clienti è per noi motivo di grande orgoglio” ha dichiarato Emanuele Cosimelli, Amministratore delegato di MediaWorld, in riferimento al dato del Net Promoter Score, una metrica che calcola in sostanza il tasso di fedeltà dei clienti.

“Il ritorno all’utile, il miglioramento di tutti gli indicatori reddituali e il rafforzamento della posizione finanziaria dimostrano che il modello che stiamo costruendo è solido” secondo Daria Dodonova, Chief operating officer di MediaWorld.

La partita europea e le ombre cinesi

La bontà dei conti di MediaWorld in Italia si riflette anche nei risultati della capogruppo, Ceconomy AG, che per l’esercizio 2024/2025 ha raggiunto vendite per 23,1 miliardi di euro (+5,7%), con un Ebit a 337 milioni (+180%).

Si trattava della prima pubblicazione del bilancio, da quando è andata in porto l’Opa con cui i cinesi di JD.Com hanno conquistato la maggioranza di Ceconomy. Come avevamo spiegato nell’articolo, l’operazione aveva riflessi anche su Fnac Darty (che possiede Unieuro), di cui Ceconomy è azionista di minoranza.

Notizia di questi giorni, per contrastare l’avanzata cinese il colosso ceco Ep Group, del milionario Daniel Kretinsky, ha appena lanciato un Opa su Fnac Darty, a 36 euro ad azione, che equivale ad una valutazione complessiva di 1,1 miliardi di euro.

L’operazione è amichevole. Il Cda di Fnac Darty ha accolto all’unanimità l’offerta e nelle prossime settimane comunicherà il proprio parere agli azionisti.

EP Group detiene già il 28,5% di Fnac Darty attraverso il suo veicolo di investimento VESA. Kretinsky in Francia controlla anche il grande retailer Casino.