È un 2026 all’insegna della stagnazione, quello delineato da Confimprese-Jakala nell’ultimo Retail Barometer.
Secondo lo studio, l’aumento del fatturato per l’anno in corso sarà dell’1,3% a perimetro costante, con un rialzo dei listini del +0,5%, meno quindi dell’inflazione prevista (tra l’1% e l’1,6% secondo Istat).
Uno dei principali fattori è il clima di incertezza che continua a pesare su famiglie e imprese.
Le dinamiche sono differenziate tra i vari settori di attività, secondo Confimprese-Jakala. Nell’abbigliamento nessuna azienda prevede incrementi di fatturato, anzi si stima un -0,8% a differenza del settore altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi) che prevede una crescita di fatturato del +2,5%, mentre la ristorazione mostra previsioni più moderate intorno al +1,3%.
“La stagnazione dei consumi rappresenta un campanello d’allarme” – spiega Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese. “Per rilanciare la domanda interna sarà cruciale agire su più fronti: sostenere il potere d’acquisto, favorire la stabilità occupazionale e rafforzare la fiducia di famiglie e imprese”.
È calma piatta anche sul fronte eCommerce, tanto che il 53% delle aziende intervistate stima un trend del contributo del canale digitale in linea rispetto al periodo precedente. Solo il 13% prevede una forte crescita.
Quanto alle preferenze dei consumatori in termini di convenienza, le promozioni preferite sono quelle specifiche su marchi e prodotti di qualità segnalate dal 39,8% del panel, seguite dalle grandi promozioni tematiche segnalate dal 28,8% (saldi, Black friday, sottocosto) e solo al 3° posto invece le insegne di convenienza permanente quali, per esempio, i discount nell’alimentare. Tuttavia, 1 consumatore su 2 che intende aumentare la spesa punterà alla qualità del prodotto.
(Immagine creata con Gemini AI)











