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La catena di articoli per la casa Kasanova passa al 100% in mano alla Pamaf di Antonio Bernardo.

Dopo la rinuncia di OVS, questa era la soluzione rimasta sul tavolo, come scritto nelle settimane precedenti, per procedere con il percorso di risanamento dell’azienda lombarda.

Ora, è arrivato l’annuncio ufficiale con cui il Cda conferma di aver accettato l’offerta vincolante per il 100% del capitale da parte di Pamaf Srl, holding fondata e guidata da Antonio Bernardo.

“L’intervento di Pamaf, alle condizioni indicate nell’offerta vincolante, consentirà a Kasanova di completare in tempi rapidi il percorso di risanamento già in essere e di avviare una nuova fase di ottimizzazione e modernizzazione della struttura del business, accompagnata da un piano di apertura di nuovi punti vendita” il testo diffuso da Kasanova.

“Siamo molto orgogliosi di avere ricevuto ed accettato l’offerta di un imprenditore gentiluomo, un uomo di valori e di parola che potrà, insieme alle nostre persone e alle sue, portare questa società ancora al successo” ha dichiarato Maurizio Ghidelli, Amministratore Delegato di Kasanova.

Ora, al di là delle dichiarazioni di rito, e scongiurata l’ipotesi peggiore (il fallimento), occorrerà vedere quali saranno gli elementi concreti alla base del piano di rilancio. Il comunicato parla di “nuove aperture”, ma come aveva ammesso lo stesso Cda di Kasanova, la rete dei negozi si era ampliata a dismisura, soprattutto per un eccesso di utilizzo del franchising (come spiegato qui).

In autunno, al momento dell’offerta di Ovs, la fotografia aziendale era ancora importante: circa 700 punti vendita, di cui circa 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi di terzi.

Quindi occorrerà un po’ di tempo per soppesare gli effetti concreti del nuovo corso. Per quanto riguarda la situazione debitoria, Kasanova può respirare, poiché il Tribunale di Monza aveva già concesso le “misure protettive”, cioè quelle misure temporanee previste dal Codice della Crisi d’impresa, che bloccano le azioni esecutive e cautelari dei creditori. Questo termine al momento scade a metà giugno.