Nel 2025 il Gruppo Decathlon ha registrato un volume d’affari lordo di 20,7 miliardi di euro (+7%) e vendite nette per 16,8 miliardi, in crescita di quasi il 4% rispetto al 2024.
Molto positiva anche la marginalità, con l’Ebitda che sale del 21% fino a 1,8 miliardi e l’utile netto che sale di oltre il 15% a 910 milioni di euro.
I risultati del colosso francese dello sport sono arrivati anche grazie a un allargamento del perimetro dei negozi, mentre è da notare che la quota delle vendite digitali (eCommerce, quick&collect o altre forme) è rimasta praticamente invariata, intorno al 20%.
NUMERI CHIAVE

Il gruppo ha proseguito il suo sviluppo internazionale, con una presenza in oltre 80 paesi e aree, con una rete di 1.902 negozi.
La Francia rimane il Paese più importante, con il 24% sul totale del giro d’affari, ma l’Italia ha una posizione di rilievo, con il fatturato che dovrebbe essere superiore al miliardo e mezzo (il gruppo non fornisce le cifre separate per Paese, a parte la Francia), la Germania dovrebbe essere intorno al miliardo, mentre lontano dall’Europa è cresciuta rapidamente l’India, che oggi genera quasi mezzo miliardo di euro.
Per il gruppo, guidato dal Ceo Javier López, il 2026 rappresenta anche il 50esimo anniversario dalla fondazione.
In Italia, rispetto ai negozi, ci sono state alcune operazioni nevralgiche, come le aperture di Como (primo in Italia con uno shop-in-shop) e Quart, che rappresenta la prima presenza in Valle d’Aosta, ma anche riorganizzazioni in alcuni territori, come la chiusura di Marghera per concentrare le attività su Venezia e quella di Parma City a favore di Parma San Pancrazio.
Recenti, invece, le novità a Roma Est, appena aperto, e a Napoli-Stazione Garibaldi (in apertura a maggio).
Per quanto concerne alcuni aspetti legati alla sostenibilità, Decathlon dichiara di aver abbattuto del 16% le emissioni assolute a partire dal 2021.
Mentre su 1,23 miliardi di prodotti venduti nel mondo, quelli di seconda mano hanno raggiunto la cifra ragguardevole di 1,6 milioni.












