Cpi Europe dice addio all’Italia, per lo meno per quanto riguarda il portafoglio dei retail park.
CPI Europe AG, il nuovo nome assunto a inizio 2025 da Immofinance AG, ha ceduto i due retail park che possedeva in Italia, che portavano il brand Stop Shop: quello veneto di San Fior (Parco Fiore, 27mila mq di superficie affittabile) e quello, un po’ più grande, denominato Terminal Nord di Udine (33mila mq.).
Non è stato svelato il valore della transazione. L’acquirente è Ares Asset Management.
Entrambe le acquisizioni erano state effettuate fra 2021 e 2022. Per il retail park di San Fior l’esborso era stato di 35 milioni di euro.
San Fior, sviluppato tra il 2017 e il 2019, ospita marchi come C&A, Decathlon, MediaWorld e Burger King. Terminal Nord Udine, inaugurato nel 2008 e acquisito nel 2022, era una delle proprietà più grandi del portafoglio Stop Shop, con Carrefour come ancora Gdo.
Progetto mai partito, meglio la exit
Al momento dell’ingresso nel mercato retail park italiano, la società prevedeva di aumentare il portafoglio, arrivando almeno all’apertura di una decina di Stop Shop entro il 2024. Questo progetto, in realtà, non è mai partito. E oggi, le diverse condizioni di mercato, ossia la possibilità di portare a casa un buon rendimento, hanno suggerito questa uscita.
“L’operazione riflette la nostra gestione attiva del portafoglio I proventi saranno principalmente utilizzati per ridurre il debito e finanziare investimenti nei mercati chiave, in particolare l’espansione di Stop Shop nell’Europa centrale e orientale” ha dichiarato Pavel Mechura, executive board member CPI Europe. L’azienda sta infatti sviluppando quattro parchi commerciali in Croazia, con altri progetti in programma anche in Serbia e Ungheria.
Resta l’Italia, con il Maximo di Roma e Next Re
Questa mossa segna l’uscita di CPI Europe AG dai retail park italiani, ma non segna l’interesse del gruppo per il nostro mercato. La società, infatti, fa parte del colosso CPI Property Group (oltre 20 miliardi di euro di asset) fondato e controllato dal miliardario ceco Radovan Vitek.
Tra i pezzi forti del portafoglio italiano del gruppo c’è il Maximo Shopping Center di Roma. Un asset strategico, che nella semestrale di metà 2025 veniva indicato tra i top-10 dell’intero gruppo, con un tasso di occupancy al 100% e un valore di 312 milioni di euro. Tra le altre proprietà, l’Holiday Inn di Roma all’Eur e l’edificio a uso uffici Hibiscus, sempre nella capitale.
Intanto c’è un’operazione in corso. CPI ha lanciato un’offerta d’acquisto in Borsa per raggiungere il controllo totale della siiq italiana Next Re, di cui già detiene il 49,9% del capitale. Con quest’offerta (su una quota del 20%, i cui termini scadono il 20 aprile) il gruppo arriverebbe alla maggioranza dei diritti di voto e procederebbe così al delisting.
Next Re è comunque un soggetto non paragonabile al Maximo. Si tratta di una siiq con attualmente un portafoglio da circa 75 milioni di euro di valore, suddiviso in cinque asset, di cui due commerciali.












