I conti degli aeroporti europei sono sotto pressione, con il rischio di perdere 10 punti di Ebitda (75 miliardi) entro il 2043
Il rincaro dell’energia è solo una delle componenti e il conflitto iraniano è appena sullo sfondo, perché si tratta di una dinamica strutturale, fotografata da un recente studio pubblicato da Boston Consulting Group in collaborazione con ACI Europe.
La dinamica del traffico
Nonostante il grande rimbalzo post pandemia, la verità è che fino al 2019 il traffico cresceva in Europa a un Cagr superiore al 5%, mentre oggi, e per i prossimi vent’anni, si può collocare intorno al 2%-2,5%.
Inoltre, i volumi sono indispensabili, ma da soli non bastano più, poiché sta venendo meno la correlazione tra crescita del traffico e aumento proporzionale dei margini. A pesare ci sono diversi fattori. Uno di questi riguarda i costi operativi, dal personale all’energia, una preoccupazione per il 50% dei manager intervistati (un campione rappresentativo dell’80% degli scali Aci Europe).
Poi c’è il tema delle tariffe, sempre molto favorevoli, applicate alle low cost. La crescita di gran parte degli scali piccoli e medi dipende proprio da questo segmento. “Eppure, vi è il timore che queste tariffe, strutturalmente più basse, non possano essere mantenute nel lungo periodo, in particolare negli aeroporti regionali” sostiene un Ceo coinvolto nel sondaggio.
Di contro, gli scali maggiori (quelli sopra i 20 milioni di passeggeri per anno) sono invece sotto pressione, perché mediamente lavorano ormai al 90%-100% della loro capacità dichiarata e questo richiede un continuo investimento di risorse.
Sempre meno ricavi per passeggero

Ne emerge un quadro in cui i ricavi per singolo passeggero stanno progressivamente scendendo. Come si nota dal grafico, i ricavi “aviation” sono passati da una media di 18 euro del 2015 a circa 14 del 2023, con una proiezione addirittura a 11 entro il 2043.
I ricavi “non aviation” hanno retto molto meglio, per quanto anche questi siano in una traiettoria discendente: da 10 euro del 2015, a scendere fino a 8 come proiezione. Quali sono i rimedi?
Certamente gli investimenti in tecnologia, AI, e nel continuo perfezionamento del mix di tratte e connessioni. Ma la revisione di tutto quel che riguarda la parte commerciale in aeroporto è la chiave di volta per sostenere i conti delle società di gestione, soprattutto per gli scali più piccoli: in questo segmento il 90% dei rispondenti alla survey ha sottolineato questo aspetto.
Come si sostiene il “non-aviation”
Gli aeroporti consultati da BCG e Aci Europe hanno affermato che il lavoro sulla parte non aviation potrebbe portare, da solo, a una crescita dei ricavi compresa fra il 5% e il 10% in un decennio, aiutando così a stabilizzare i conti. E non si tratta solo di rivedere il brand mix, ma anche il rapporto con i tenant.
“Le iniziative per ampliare e diversificare i ricavi non aeronautici includono il rafforzamento dell’offerta di food & beverage per intercettare la forte domanda in questo segmento, il rinnovamento degli spazi retail con formati più flessibili e concept pop-up, nonché l’introduzione di modelli di vendita omnicanale” scrive il report.
“Diversi aeroporti stanno inoltre sperimentando offerte personalizzate in tempo reale basate sui dati dei passeggeri. Altri stanno testando modelli di concessione più flessibili, che accorciano i processi di gara e collegano i canoni degli spazi commerciali aeroportuali alle performance, così da adattarsi più rapidamente ai cambiamenti nei flussi di traffico e nella domanda dei clienti”.
Al di là del report, questa è una traiettoria nota nel settore e su cui i grandi gestori aeroportuali stanno già lavorando da tempo. Non a caso, i ricavi non aviation ormai in molti casi coprono come minimo il 30-35% dei ricavi, per arrivare anche oltre il 50% in alcuni casi. I principali operatori di casa nostra, come SEA Milano e AdR-Aeroporti di Roma sono nel pieno di questa trasformazione.
Sono gli scali regionali che hanno bisogno di correre un po’ di più per intercettare questa domanda, correlata all’allargamento del dwell time in aeroporto.












