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Con la chiusura del bilancio 2025, Eataly ha annunciato che “Andrea Cipolloni lascerà il suo ruolo di Amministratore Delegato, nell’ambito di una transizione pianificata che avverrà una volta completata la prima fase della strategia di crescita di Eataly e al fine di garantire un passaggio graduale.”

Finisce dunque un ciclo di quattro anni, una “prima fase” che ha visto il gruppo raggiungere risultati significativi ma anche vivere con grande sforzi e pressioni il periodo compreso tra l’uscita dalla pandemia del Covid e l’ingresso nell’era Trump.

Cipolloni è stato nominato Ceo nel 2022, in corrispondenza con l’ingresso nella compagine azionaria con il 52% del fondo Investindustrial guidato da Andrea Bonomi.

In questo periodo, Eataly “ha aumentato i ricavi totali da circa 450 milioni di euro a oltre 700 milioni nel 2025, ampliando la propria presenza globale e creando una solida pipeline grazie all’apertura di oltre 20 nuovi punti vendita, portando il numero totale a 69”, cita il comunicato stampa.

Ma nonostante un aumento di capitale nel 2025 da 75 milioni di euro, l’indebitamento netto resta attestato attorno ai 140 milioni di euro. Mentre i bilanci continuano a chiudere in perdita.

E la guida decisa ed esperta di Andrea Cipolloni si è scontrata con un modello di business tutt’altro che semplice, con un baricentro nord americano e una situazione di mercato in deterioramento sotto le spallate della presidenza Trump tra dazi, politiche anti immigratorie e conflitti internazionali.

Nonostante ciò sono stati aperti nuovi punti vendita in Medio Oriente e negli Stati Uniti d’America, e introdotti nuovi format nel travel retail aeroportuale (in partnership con Avolta) ed è stato lanciato Eataly Caffè, il nuovo format presentato in anteprima italiana durante il Foodservice Summit 2025 lo scorso maggio allo Stadio di San Siro.

Con l’uscita di Cipolloni, Gabriele Belsito, membro del Comitato Esecutivo Italiano, è stato nominato Direttore Generale per l’Europa.

Ora si è aperta la ricerca di un Amministratore Delegato incaricato di seguire la crescita negli Stati Uniti d’America, che nel 2025 rappresentano oltre il 60% del fatturato di Eataly.

Si aprono ora interrogativi su quale traiettoria seguirà il Gruppo nella sua “seconda fase”, per capire con quali leve tenterà di ridurre l’indebitamento e di raggiungere finalmente l’utile nei bilanci dei prossimi anni.

Ma sarà interessante sapere anche la prossima sfida con cui deciderà di misurarsi Andrea Cipolloni.