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Princi Bakery ha da poco inaugurato un nuovo punto vendita a Milano, all’interno della Stazione Centrale.

La storia e l’avventura di Princi conservano un interesse prettamente milanese. Il marchio non è mai uscito dai confini dei Bastioni o poco più.

Eppure nel capoluogo lombardo, la bakery fondata da Rocco Princi è una vera istituzione. Perché è stato il primo prototipo di panetteria 2.0, moderna, con i tavolini, buona per la pausa pranzo, per l’aperitivo o anche per il trancio di focaccia alle due notte (grazie a un punto vendita che ora non c’è più).

L’apertura in Stazione Centrale ha un significato particolare perché il locale che non c’è più, chiuso l’anno scorso, è quello in piazza XXV Aprile, zona nevralgica tra Eataly Smeraldo e la Fondazione Feltrinelli, a due passi da piazza Gae Aulenti. Tutte novità che sarebbero arrivate dopo, Princy era già lì. Una chiusura accompagnata da un gesto curioso e “artigianale”: un foglio di carta appeso all’ingresso, in cui si spiegava che il motivo dello stop era il mancato rinnovo del canone d’affitto, giudicato insostenibile.

Così questo punto vendita in Stazione Centrale (piano Binari, di fronte al binario 4) suona un po’ come la rivincita rispetto a quella chiusura.

Oggi Princi conta su sei locali operativi a Milano, compreso quello all’interno della Roastery Starbucks di piazza Cordusio.

La maggioranza delle quota societarie di Princi Bakery Srl sono ancora in mano al fondatore Rocco Princi, mentre l’amministratore è diventato il figlio Pietro.

Princi, inoltre, vanta alcune presenze tra Asia e America.

Da poco, a febbraio, ha aperto anche un punto vendita presso il prestigioso Dubai Mall, grazie all’accordo con uno dei maggiori food-franchisee della regione, Alshaya Group.

Un’apertura, purtroppo per il brand, tutt’altro che fortunata a livello di tempistica. Il grande mall, infatti, è per sua natura un grande catalizzatore di turismo internazionale, più che un luogo rivolto ai residenti. Ora lo spazio aereo su Dubai è di nuovo aperto e le compagnie aeree, così come Visit Dubai, provano a spingere la destinazione.

Ma la crisi iraniana ha naturalmente scoraggiato i viaggi verso l’emirato. Dubai Airports, la società di gestione dello scalo, ha registrato un calo del 66% dei passeggeri nel solo mese di marzo. Mentre una recente previsione di Moody’s Analytics suggerisce che il tasso di occupazione degli hotel a Dubai potrebbe crollare al 10%, nel secondo trimestre dell’anno, rispetto all’80% di febbraio, prima della crisi.