Tra i marchi emergenti che si sono messi in mostra al recente Mapic Italy si è fatto notare Brunch Republic.
Un brand, come testimonia il nome, che concentra la sua proposta su tutto quanto ruota attorno al brunch, ma offerto lungo tutta la giornata, non solo nella fascia tradizionale 12-15.
L’azienda è stata fondata dagli imprenditori Marco Pani e Matteo Hu. Il primo locale vede la luce a Mestre, nel 2016, poi seguito da quello di Treviso. Il marchio ha continuato a rafforzarsi in Veneto, poi nel 2023 è arrivato il primo affiliato in franchising e la crescita è proseguita fino a oggi, con la catena che conta venti locali (dalla Toscana all’Emilia Romagna fino al Sud), con uno zoccolo duro di ristoranti a gestione diretta e il desiderio di spingere sull’affiliazione.
Il 2026 dovrebbe chiudersi con un saldo di una decina di nuove aperture e ce ne sono già almeno 9 in cantiere per il 2027.
“Fra i soliti pizza, pub, hamburger e piadine, pensiamo di essere una novità concreta nel food retail” ha detto nel corso di Mapic Matteo Hu, poco più che quarantenne, testimone di una generazione di nuovi imprenditori di origine asiatica (Hu è arrivato nel nostro Paese a 9 anni), che ha trovato il modo di ottenere un ottimo successo. “Rapporto chiaro con i partner, marketing e controllo di gestione sono i nostri pilastri” ha spiegato Hu.
Tra le aperture recenti si possono citare Bari, in città, o Parma (La Galleria Shopping). Ma una particolarità del progetto è che non nasce a Milano e finora non ha messo piede nel capoluogo lombardo.
Il menù, vario, spazia dai pancake alle uova, dalle insalate e bowl, fino a french e avocado toast, sandwich, bagel e burger (pochi), più tantissima scelta di bevande calde e fredde.
In realtà, non è certo una proposta sconosciuta al mercato. Richiama infatti quella che si può trovare in diversi brand di ispirazione american-bakery, come Fancytoast, California Bakery o ancora El&N. Però in questo caso, c’è la scelta esplicita di caratterizzare il marchio sulla categoria Brunch, con orari allungati (anche dalle 7 alle 23) e con un ricorso molto limitato alla sezione hamburger.
(foto: Linkedin)











