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To Dream, l’Urban District alle porte di Torino ai confini con Settimo Torinese, ha registrato nel 2025 un incremento del fatturato del +32%.

L’attesa è di registrare anche nel 2026 una crescita in doppia cifra, sia per quanto riguarda i ricavi, sia rispetto ai visitatori.

Per quanto riguarda gli spazi commerciali, già l’anno scorso è stato raggiunto il 100% di occupancy. Attualmente presso il centro torinese si trovano 85 insegne complessive, completate con gli ultimi ingressi, quali Unieuro, LegamiCotton&Silk più tre realtà dedicate a beauty e benessere: Idea BellezzaTan & Beauty e Beauty Dream Salon. Fra le grandi superfici, va segnalato che qui Primark ha aperto il suo secondo punto vendita del torinese, dopo quello di Le Gru.

Di queste insegne, 20 riguardano la ristorazione, raggruppate in tre food court.

“To Dream è stato concepito come un intervento di rigenerazione urbana e il suo sviluppo è un processo ancora in corso” commenta Giuseppe Spissu, Shopping Center Manager di Nhood, società di gestione del mall. “Il superamento degli obiettivi di fatturato e affluenza ci permette di guardare al futuro con ottimismo, mantenendo come priorità l’integrazione del distretto con il tessuto urbano della città”. Sono state numerose, infatti, le attività che in questi anni hanno coinvolto i quartieri circostanti, comprese le scuole.

Il nodo della Fase 3

Al momento, quindi, To Dream si presenta come una scommessa vinta, sia per la proprietà (Ceetrus Italy), sia per la società di gestione Nhood. Nell’area Nord di Torino la concorrenza è nutrita, considerando che nell’arco di 5 o 6 chilometri sono concentrati To Dream, Settimo Cielo Retail Park e il Torino Outlet Village (che di recente ha aggiunto 11mila mq di offerta). Destinazioni di shopping che insistono sullo stesso bacino, ma che presentano una proposta diversa, sia come merceologia, sia come spazi. A favore di To Dream, per esempio, c’è il fatto di essere un centro vivibile all’aperto, condizione molto gradita oggi dai consumatori.

Eppure, rispetto al progetto complessivo, mancherebbe ancora all’appello un terzo tassello, che nel 2023 era stato presentato durante l’inaugurazione. Così recitava il comunicato ufficiale: “…un’offerta di 107 attività, tra cui 24 ristoranti, tra top brand e marchi in anteprima per l’Italia, una vasta area entertainment, un cinema con 8 sale, una palestra, numerosi servizi e un hotel 4 stelle, oltre al nuovo headquarter Michelin. E ancora la pista per go-kart, una delle più lunghe d’Europa, costruita su tre livelli…”. Nella foto in alto, un rendering diffuso tre anni fa.

Oggi, non c’è traccia di cinema, go kart e in generale della parte entertainment. Non che questi siano spariti dall’orbita dell’investimento. Ma è chiaro che l’apertura di un nuovo cantiere (compresa la scelta di che cosa metterci dentro) deve fare i conti con i tempi burocratici e con il contesto di mercato, che cambia velocemente e rende sempre più difficile la pianificazione sul lungo periodo.

Interpellata sulla Fase 3, To Dream fa sapere che “in merito agli sviluppi futuri è stata presentata in Comune la variante di progetto e per ora non ci sono aggiornamenti ufficiali in merito a date di inizio lavori o ad attività commerciali previste a progetto“.

A.L.