Cresce il giro d’affari del franchising, in Italia, a parità di punti vendita.
Nel 2025 il comparto ha generato vendite complessive per 39 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto al 2024. Nello stesso periodo di osservazione, il numero dei punti vendita si è mantenuto sostanzialmente stabile (-1%, da 62.902 a 62.449), mentre è cresciuta in modo significativo l’occupazione, con oltre 327.200 addetti (+12%) e una media superiore a 5 occupati per punto vendita. Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto Assofranchising Italia 2026 – Strutture, Tendenze e Scenari, realizzato da Patrigest insieme a TEHA Group.
Fra i settori trainanti, a livello di quota sul totale delle vendite, dominano la GDO, abbigliamento e ristorazione, che insieme generano il 75% del fatturato complessivo. Fra i segmenti più dinamici, invece, si mettono in luce cura della persona, salute, pet care e auto e riparazioni.
Rispetto alla dimensione delle reti, il 64% di queste conta meno di 50 punti vendita, accanto a un nucleo di catene medio-grandi (7%) che guidano la crescita del settore e che contano tra i 200 e i 500 punti vendita.
“Il franchising italiano ha confermato la propria capacità di crescere anche in un contesto economico complesso, entrando oggi in una fase di maturità e consolidamento” ha commentato Massimiliano Maffioli, Presidente di Assofranchising. “Naturalmente il franchising non è isolato dal contesto economico generale. Le famiglie continuano a fare i conti con l’aumento delle spese obbligate, che assorbono una quota crescente del reddito disponibile e riducono la loro capacità di spesa. Tuttavia, proprio in questa fase emerge il valore delle reti in franchising, capaci di offrire ai consumatori affidabilità, qualità e convenienza e agli imprenditori un percorso strutturato di crescita”.
Cresce anche la vocazione internazionale delle reti: il 41% dei brand italiani è già presente all’estero e un ulteriore 20% prevede di avviare un percorso di espansione internazionale nei prossimi tre anni.
Rispetto ai franchisee, dal Rapporto emerge come il 65% di questi siano uomini e l’investimento iniziale richiesto per avviare un’attività in franchising si attesta intorno ai 120 mila euro.
“Il 65% degli operatori indica nell’espansione della rete il principale motore di sviluppo per il 2026, affiancato però dall’innovazione di prodotto e di canale: non si tratta di crescita estensiva, ma di un modello che si rinnova. Il 93% degli operatori prevede inoltre investimenti crescenti in intelligenza artificiale” ha commentato Luca Dondi Dall’Orologio, Amministratore Delegato di Patrigest.











