Il gruppo europeo Dr. Max ha annunciato la firma di un accordo vincolante con il fondo infrastrutturale F2i SGR e con il socio di minoranza Farmacrimi per l’acquisizione del 100% di Farmacie Italiane.
L’operazione spinge Dr. Max verso il traguardo delle 300 farmacie in Italia, andando a consolidare la sua presenza anche nelle aree metropolitane del Centro e del Sud.
Farmacie Italiane porta in dote una rete composta da 44 farmacie, 4 parafarmacie e dal portale di e-commerce Loreto Gallo, asset importante, che ha permesso al gruppo venditore di chiudere l’esercizio 2025 con un fatturato consolidato di 219 milioni di euro.
Per Dr. Max, network di origine ceca sostenuto dal fondo Penta Investments, si tratta di un’accelerazione strategica. In Italia la catena conta già circa 250 farmacie a gestione diretta per un fatturato complessivo stimato (esclusa la nuova acquisizione) di circa 550 milioni di euro.
“Questa operazione rappresenta una pietra miliare nel nostro percorso di crescita internazionale”, ha dichiarato Leonardo Ferrandino, President & CEO di Dr. Max Group.
“Un salto di scala decisivo” secondo Alessandro Urbani, CEO di Dr. Max Italia.
Il contesto: avanzano le “farmacie a guida centrale”
L’acquisizione di Farmacie Italiane si inserisce in un processo continuo di aggregazione che sta trasformando il volto della farmacia italiana, fino a pochi anni fa dominato dalle insegne indipendenti, dopo la svolta della Legge 124/2017, che ha aperto l’ingresso dei privati e delle società.
Secondo dati recenti di Federfarma, basati su ricerche IQVIA, il retail farmaceutico italiano ha superato un valore complessivo di 19,5 miliardi di euro mentre le catene sono ormai circa un quarto del totale, in un territorio come quello italiano caratterizzato da una fortissima capillarità, con oltre 20mila presidi, con una densità fra le più altre in Europa.

Le cosiddette “farmacie a guida centrale” – network che uniscono le catene reali di proprietà di grandi gruppi multinazionali (come Dr. Max, ma anche Hippocrates Holding o LloydsFarmacia/Benu) ai gruppi comunali e ai network fortemente affiliati – rappresentano oggi oltre il 21% del mercato in termini numerici. Si stima che questo segmento sia destinato a raggiungere il 27% entro il 2028.
L’avvento di fondi e proprietà di tipo istituzionale va di pari passo con il cambiamento della farmacia, sempre più presentata come hub della salute multiservizio, dove gioca un ruolo importante anche la tecnologia. Non a caso, il piano industriale di Dr. Max punta molto su servizi di quick commerce, prenotazioni online, ritiro in modalità “click&collect” in farmacia e consegna rapida dei farmaci a domicilio.











