Dal 15 al 17 settembre la Real Fábrica de Tapices della capitale spagnola ospita la 27ª edizione dell’European Foodservice Summit.
Si riuniscono oltre 300 top executive da 25 Paesi, speaker globali e nuovi format per orientare il futuro del fuoricasa. Due giornate di conferenza, precedute da un pre-event esperienziale, per una piattaforma che si conferma tra le più autorevoli d’Europa nel disegnare le traiettorie della ristorazione e dell’hospitality.
Tra ascolto e decisione
“Il settore si trova in una fase in cui molti dei tradizionali driver di crescita non funzionano più come un tempo”, osserva Katrin Wissmann, Programme Director dell’European Foodservice Summit. “L’espansione è più complessa, la pressione sui costi resta elevata e i comportamenti di consumo cambiano rapidamente da una generazione all’altra. Tra i senior leader cresce il bisogno di orientamento e di chiarezza: il Summit risponde esattamente a questo”. La platea, del resto, è curata con rigore quasi sartoriale: ceo, founder, board member e top manager delle principali catene e dei partner di filiera. “Non è solo questione di seniority, ma di mentalità: sono persone che stanno attivamente plasmando il settore”, sottolinea Wissmann.
Da McDonald’s a Disney: il palco delle contaminazioni
Il parterre degli speaker riflette una regìa precisa. Ci sono i grandi operatori globali, con Inès Lima (McDonald’s España) e Chad Mueller (Alshaya Group, Emirati Arabi); gli analisti che forniscono dati e contesto macro, come Marcos Casarin (Oxford Economics) ed Edurne Uranga (Circana); i founder ad alta crescita, a partire da Radu Savopol (5 to go, Romania). E poi la voce fuori dal coro: Steve Tatham, ex Walt Disney Imagineer, chiamato a raccontare il design dell’esperienza. “L’innovazione nasce spesso all’incrocio tra le discipline”, spiega Wissmann. “L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire insight che i partecipanti possano tradurre in decisioni reali”.
AI, generazioni, brand: l’agenda del summit
I temi in agenda compongono la mappa delle inquietudini (e delle opportunità) del momento: incertezza macroeconomica, dinamiche di consumo generazionali, intelligenza artificiale applicata alle operations, trasformazione e turnaround, nuovi modelli di crescita. Con un capitolo dedicato al brand building nell’era dell’AI generativa: “Il modo in cui creiamo e percepiamo i contenuti sta cambiando alla radice, con implicazioni dirette per i brand della ristorazione”, avverte la direttrice del programma.
Executive Roundtables: il lusso semplice della conversazione
La novità 2026 sono gli Executive Roundtables, tavoli riservati a 12-15 executive in un contesto curato e confidenziale. “L’idea è nata direttamente dai nostri partecipanti”, racconta Wissmann. “È una dinamica molto diversa dalle sessioni tradizionali: meno ascolto e più confronto, prospettive che si sfidano, esperienze reali che si condividono”. Ad aprire i lavori, una sessione di speed networking strutturato che innesca le relazioni fin dal primo minuto.
Restaurant Study Tours: i trend sono serviti
Il 15 settembre la città diventa laboratorio con i Restaurant Study Tours, tre percorsi dedicati a fast casual e QSR, ristorazione full service e food hall, con incontri diretti con founder e operatori. “L’apprendimento, nel nostro settore, deve essere esperienziale: si tratta di rendere tangibili i trend”, spiega Wissmann. Completano il pre-event i workshop hands-on su scalabilità e crescita interna.











