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Dopo la gara del 2024 e un iter durato un anno, è stato siglato definitivmente l’accordo tra Altarea e il Comune di Milano, nell’ambito del progetto Milano Metro Retail.

Si tratta del piano di valorizzazione commerciale e di riqualificazione degli spazi, presenti nei mezzanini delle stazioni della metropolitana delle linee M1, M2 e M3 (in sostanza, le linee “storiche” rossa, verde e gialla, a eccezione di quelle più nuove, progettate con spazi diversi, M4 ed M5).

Il progetto prevede investimenti complessivi per oltre 21 milioni di euro, interamente a carico di Altarea Italia, operatore specializzato che in Italia gestisce già alcuni centri commerciali e le stazioni ferroviarie di Milano Porta Garibaldi, Torino Porta Susa, Padova, Roma Ostiense e Napoli Afragola.

Nello specifico, dove necessario è prevista la ristrutturazione di tutti gli spazi retail presenti nelle stazioni M1, M2 e M3, per un investimento di 7,3 milioni di euro, e la riqualificazione integrale di nove stazioni (Duomo, San Babila, Cadorna, Cairoli, Cordusio, Porta Venezia, Lima, Gioia e Wagner), per la quale l’operatore si impegna a investire complessivamente 13,8 milioni di euro.

In futuro, prevista anche l’opzione per inserire nei lavori Lampugnano e altre stazioni periferiche.

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Secondo i numeri diffusi da Altarea, si tratta di quasi 400 spazi commerciali distribuiti nelle 83 stazioni delle 3 linee oggetto di intervento, che sono attraversate in media da 650 milioni di transiti l’anno.

Secondo Altarea, “il programma previsto ruoterà attorno a diverse aree complementari: negozi locali, servizi, fast food e cibo da asporto, prodotti alimentari di uso quotidiano, librerie ed editoria, accessori, salute e benessere, artigianato, soluzioni digitali, alta tecnologia, mobilità sostenibile e offerte dedicate agli animali domestici. Questa offerta sarà pensata per supportare le specifiche esigenze del travel retail urbano”.

Un dettaglio importante arriva dal Comune di Milano. La Giunta, infatti, specifica che “il piano garantisce che i contratti già stipulati con ATM non subiranno variazioni e che la transizione verso il nuovo modello sarà graduale e diluita nel tempo, dato che oltre l’80% delle superfici attualmente locate andrà in scadenza a partire dal 2034″.