Tra il 2019 e il 2025, le catene in Italia hanno registrato una crescita del 7,2%, mentre gli esercizi indipendenti si sono fermati a un +0,6%.
Si tratta del divario di crescita più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate dal consueto Deloitte Foodservice Market Monitor, arrivato all’edizione 2026.
Il motore di questa evoluzione è rappresentato soprattutto dal segmento dei Quick Service Restaurant (QSR). Le catene attive nella ristorazione veloce hanno messo a segno una crescita del 10,5% tra il 2019 e il 2025, quasi il doppio della media mondiale (+6,1%). Le catene, sul totale della ristorazione italiana, valgono sempre una quota di mercato intorno all’11%, ma nello specifico del qsr sono arrivate al 18%.
Si tratta di un tasso di penetrazione ancora basso, rispetto agli altri mercati, e questo lascia presupporre ci sia ancora ampio margine di crescita. Le catene, nella media globale della ristorazione, sono al 35% e arrivano al 67% limitandosi all ristorazione veloce.
Il fenomeno si riflette anche nel mercato delle fusioni e acquisizioni. Tra il 2022 e il 2025 le operazioni di M&A nel foodservice italiano sono salite a 34, contro le 20 del quadriennio precedente alla pandemia. A trainare l’interesse degli investitori sono proprio i format organizzati, in particolare quelli legati alla ristorazione veloce.
“La velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano – quasi doppia rispetto alla media mondiale – e l’accelerazione delle operazioni di M&A segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato” segnala Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader di Deloitte.
In Europa crescita piatta fino al 2030
Secondo l’analisi di Deloitte, però, la ristorazione sarà in bilico fra arretramento a andamento piatto, negli anni a venire. Come mostra il grafico, infatti, in Italia la previsione di crescita CAGR da qui al 2030 vede addirittura il segno negativo (-0,3%) sul complesso della ristorazione, benché il segnale positivo provenga dal qsr, con previsione di +1,2%, contro il -0,9% del full service.

Di conseguenza, il mercato foodservice in Italia continuerà ad avere un valore compresa fra gli 84 e gli 83 miliardi.
Questo andamento riguarda un po’ tutta l’Europa, dove il food viaggerà mediamente a un Cagr del +0,5% fino al 2030, mentre sono più vivaci Nord America (+2,1%) e Apac (+2.5%). Qui è possibile scaricare integralmente il report di Deloitte.











