Enilive, tramite la sua controllata Enilive Deutschland, ha siglato un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% di OIL! Tankstellen.
La società è attiva in Germania, Danimarca, Austria e Svizzera e questo tassello segna l’ingresso del colosso italiano nel mercato danese.

Grazie a questa acquisizione, Enilive amplierà la propria rete con circa 320 stazioni di servizio.
A seguito del perfezionamento dell’operazione (vincolata all’esito della procedura Antitrust) le stazioni di servizio di OIL! saranno integrate nella rete Enilive, che include anche punti di ricarica fast e ultra-fast per veicoli elettrici, negozi di prossimità e proposte per la ristorazione, tra cui il format Enilive Café, arrivato a 1.200 punti vendita in Europa (oltre 600 in Italia e oltre 330 in Germania).
Lo sviluppo f&b e retail
Le attività f&b e retail di Enilive sono in continua espansione e seguono diverse direzioni, che riguardano sia l’espansione di marchi propri come Eni/Enilive Cafè e Shop, sia la firma di accordi con partner della distribuzione. L’anno scorso, per esempio, in Austria è stato avviato il progetto congiunto con Spar per l’apertura nelle stazioni di servizio di punti vendita Despar Express.

A marzo Eni aveva presentato al mercato il Capital Markets Update, relativo alle attività italiane ed estere, che conteneva indicazioni interessanti su questo fronte, come mostra la slide. L’obiettivo è raggiungere 1.500 Enilive Cafè entro il 2030 (300 in più rispetto al 2025), 100 ALT Stazione del Gusto e 1.600 negozi di prossimità/convenience (+400 rispetto al 2025). L’obiettivo sembra particolarmente impegnativo per quanto riguarda i ristoranti ALT, che finora sono una ventina e per mantenere fede al piano si tratterebbe di aprirne altri 80 in meno di un triennio.

Per quanto riguarda i dati economici, nel bilancio del gruppo non esiste un dato scorporato che indichi ricavi e margini limitati alla parte di ristorazione e retail. L’intera Enilive (che comprende biocarburanti e biometano, la rete delle stazioni, smart mobility, servizi) genera circa il 23,3% dei ricavi complessivi del Gruppo Eni, circa 19,1 miliardi su 82,1.
Ma il Capital Markets Update contiene un’indicazione importante rispetto alla redditività: entro il 2030 circa il 50% dell’EBIT della rete retail dovrà provenire da attività non-oil, che sono appunto caffetterie, ristorazione, convenience store e altri servizi.
A.L.











