Passa anche da nuovi store la rinascita di un prodotto simbolo dei decenni passati, che dopo qualche appannamento sta trovando nuova linfa: Clarks.
Il risanamento è partito con l’ingresso del gruppo cinese Viva Goods (la famiglia dei fondatori conserva ancora una quota di minoranza), gruppo che controlla altri brand, come Bossini, ma in cui Clarks è responsabile dell’86% dei ricavi di gruppo.
Il 2025, per Clarks, era stato il primo anno di risultato positivo, dopo alcuni anni consecutivi in rosso. E il miglioramento dei margini è proseguito nel primo semestre 2026.
Nel primo semestre 2026 Clarks ha registrato ricavi per circa 474 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto ai circa 456 milioni dello stesso periodo del 2025. Ancora più marcato il miglioramento della redditività: l’utile lordo è salito da circa 222 a 252 milioni di euro, portando il margine lordo dal 48,7% al 53,2%. Sul fronte distributivo, le vendite dei negozi diretti sono cresciute da circa 176 a 190 milioni di euro, aumentando il loro peso sul fatturato dal 38,7% al 40,2%, mentre l’online è passato da circa 69 a 76 milioni di euro.
È in questo contesto che Clarks ha deciso di tornare a investire. Il piano riguarda tutti i canali – wholesale, franchising, marketplace ed e-commerce – ma uno dei segnali più interessanti arriva dalla rete fisica. Il gruppo punta ad aprire tra 15 e 20 nuovi negozi in Europa nel 2026. E l’Italia occupa una posizione di primo piano in questa strategia. “È uno dei nostri mercati europei più importanti e senza dubbio una delle nostre priorità” ha spiegato Joe Ulloa, vicepresidente UK & EMEA di Clarks, descrivendo un piano che punta a riportare il marchio in maniera più visibile sul territorio.
Verso la fine dell’anno scorso sono arrivate le aperture a Torino Outlet Village e a Scalo Milano. Di recente è arrivata la novità del Sant’Angelo Outlet Village (Pescara) e il programma italiano dovrebbe comprendere ulteriori sviluppi, a partire dalla Sicilia, così da arrivare a sette-otto punti vendita nel Paese entro la fine del 2026.
(foto tratta da LinkedIn).











