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Mediaworld festeggia 35 anni di presenza in Italia e presenta il piano di sviluppo al 2030.

Il colosso dell’elettronica aveva esordito in Italia nel 1991 a Curno, in provincia di Bergamo.

Oggi la sua rete è composta da 153 punti vendita e sono già state definite 5 nuove aperture entro il quarto trimestre e 17 nel 2027, con l’obiettivo di raddoppiare il ritmo di sviluppo nei prossimi cinque anni.

Tra le prossime tappe, il 18 novembre a Milano apre un nuovo store nel formato Smart in piazza Gae Aulenti.

Naturalmente, al centro della strategia, c’è anche la crescita del digitale e di tutti gli altri servizi, che vanno da consulenza e assistenza fino al digital retail media.

“Rispetto al 2020, i ricavi sono cresciuti del 15%, le vendite digitali del 40% e la quota di mercato ha raggiunto il 29,7% nel panel di riferimento, in aumento di quasi 2 punti percentuali e al livello più alto di sempre. Dal 2020 abbiamo inoltre investito circa 200 milioni di euro nella trasformazione e nell’espansione del business” ha commentato Emanuele Cosimelli, CEO di MediaWorld.

“Abbiamo costruito una base solida su cui ora vogliamo fare leva per accelerare nelle aree a maggiore potenziale espansione della rete, digitale e Growth Areas” secondo Daria Dodonova, CFO di MediaWorld. Tra queste aree potenzialmente in crescita, ci sono il Marketplace, Services & Solutions, Retail Media, Retail-as-a-Service e Private Label. Naturalmente anche l’intelligenza artificiale avrà un ruolo importante, anche a livello di guida e di vari touchpoint verso l’utente.

La strada tracciata da MediaWorld ricorda quella annunciata pochi giorni fa da Unieuro (che rimane leader italiano) e che in fonda è quella percorsa da tutti i grandi marchi dell’elettronica di consumo. Il negozio fisico rimane centrale, ma quasi sempre si riduce di dimensioni e assume una valenza che va al di là della vendita di prodotto, per diventare un “hub” in cui ingaggiare il cliente con servizi vari, assistenza, pick up point per gli acquisti on line ed altro.

La strada dei formati di prossimità

Da notare, peraltro, che Mediaworld e Unieuro hanno dimensioni molto diverse per numero di negozi (153 contro oltre 400), ma i ricavi non sono troppo diversi: circa 2,4 miliardi contro 2,6. Questo si deve al fatto che MediaWorld storicamente ha sempre avuto meno negozi ma di dimensioni molto grandi (almeno 3.000 mq), mentre Unieuro ha tanti negozi ma più piccoli, più capillare sul territorio.

Ecco perché per MediaWorld lo sviluppo dei formati di prossimità, che si è intensificato dal 2020 in poi, ha rappresentato un vero punto di rottura nella strategia commerciale. Tra le ultime aperture, avevano la caratteristica di negozio Smart (non oltre i 400 mq) gli store aperti a Bergamo al ChorusLife o a Bolzano al Weltherpark. In più, il marchio ha accelerato anche gli investimenti sul formato Xpress, una via di mezzo tra piccola e grande dimensione, che quasi sempre hanno preso la forma di shop-in-shop all’interno delle Gallerie Bennet.