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Passa dal rebranding e dalla revisione del menù e della materia prima il rilancio di Burgez, a un anno dall’acquisizione da parte del Gruppo Obicà.

Il gruppo della famiglia Scudieri ha presentato alla stampa la nuova veste del format nel locale milanese di zona Isola. Addio al blu, ora dominano i colori rosso, nero e dorati. Meno hamburger nel menù, per razionalizzare la scelta. E una materia prima migliorata, sono i primi ingredienti. Presto, comunque, ripartirà lo sviluppo della rete.

“L’idea di diversificare, rispetto al Mozzarella Bar, nasce almeno quattro anni, nell’ambito del progetto Tenute Scudieri, quando abbiamo acquisito uno storico allevamento di Chianina IGP, la Tenuta La Fratta” ha raccontato Achille Scudieri, Vicepresidente del Gruppo Obicà.

“Poi si è presentata l’opportunità di Burgez, marchio molto forte soprattutto a Milano, che ha rappresentato un punto di rottura nel mercato, ma che non navigava più in ottime acque. E noi l’abbiamo colta” ha aggiunto Davide Di Lorenzo, Ceo del gruppo Obicà (a sinistra nella foto).

Che cosa cambia? “Vogliamo che resti un marchio irriverente, ma oggi il gusto viene prima della comunicazione aggressiva. Abbiamo un pane fatto ad hoc da partner lombardo, salse fresche, carne che, per la maggio parte del burger, proviene dal nostro allevamento certificato”.

L’evoluzione dei locali, con una novità su Milano

Oggi i punti vendita sono undici (tra Milano, Verona, Torino, Bologna), mentre era stato chiuso Roma. Partendo da Milano avverrà un rebranding delle insegne.

“Cresceremo in modo ragionato, con un format versatile, che potrà adattarsi a vari canali commerciali, quindi con metrature flessibilie, e a varie geografie, comprese i centri minori. Anche i prezzi possono essere flessibili, non identici in tutta Italia” ha spiegato ancora Di Lorenzo, intervenuto anche al convegno della nostra casa editrice DFM 2026.

“Il mercato dello smashed burger sta correndo, ma non è saturo, c’è spazio per crescere”. Intanto, è già prevista una nuova apertura a Milano. Poi, è molto probabile che l’azienda proceda con altre acquisizioni come accaduto a Bologna, dove il gruppo ha acquisito un franchisee che prima gestiva una altro brand fast food, riconvertendolo in Burgez.

Questa modalità potrebbe essere un’operazione valida su Roma. “La Capitale è un mercato enorme, dove in effetti avrebbe poco senso tornare con un locale a sé stante. Stiamo a vedere”.