Skip to main content

Luce tecnica e luce decorativa si fondono in un unico elemento che aiuta il negozio a fare un passo ulteriore lungo la propria evoluzione: da semplice punto vendita a meta esperienziale dove, prima di tutto, si acquista con gli occhi.

All’ultima edizione di Euroluce, una delle più importanti fiere europee dedicate all’illuminotecnica, sono emerse tendenze ed esigenze che trovano sempre più riscontro sul mercato. Dalle soluzioni intelligenti che prevedono la regolazione della fonte luminosa via app a nuovi concetti di estetica capaci di far “sentire” e “vivere” lo spazio alle persone. Caratteristiche che si ritrovano anche nel mondo retail, in cui la luce diventa elemento essenziale per mettere in scena il prodotto e catturare l’attenzione del consumatore. Non è un caso, quindi, che il concetto chiave sia ormai quello della human centricity, in cui il benessere psico-fisico dell’individuo in uno spazio illuminato diventa leva fondamentale per il business. Retail&food ha intercettato i professionisti del settore per capire quanto queste dinamiche siano al centro dei loro progetti. Ecco le risposte dei fornitori.

Intervista a Andrea Terreno, key account manager di Helitec

Andrea Terreno, key account manager di Helitec

Come si configura la presenza di Helitec Srl nel mercato delle soluzioni per il retail?

Helitec Srl nasce nel 2010 con l’avvento della tecnologia Led. I primi 3 anni di start up sono stati tutti focalizzati sul relamping. I primi clienti disposti a testare e acquistare questa tecnologia sono stati proprio i negozianti. L’illuminazione nel retail gioca un ruolo fondamentale: la durata di accensione e la quantità di luce necessaria è nettamente maggiore rispetto ad altri settori perciò la qualità, la quantità e il contenimento dei costi erano e sono parametri essenziali. All’inizio ci sentivamo dei pionieri. Alla fine abbiamo lanciato una nostra linea, un nostro brand: Cridoo. L’aumento costante del fatturato di Helitec ci conferma d’essere sulla strada giusta.

In che modo è composta la vostra rete di vendita, consulenza, progettazione e montaggio?

Siamo il primo vero lighting contract d’Italia. È vero che l’installazione dell’illuminazione spesso è nelle mani degli impiantisti ma è altrettanto vero che fare un impianto elettrico è un mestiere, studiare l’impianto illuminotecnico e montare i corpi illuminanti è un altro. Poter affidare il progetto illuminotecnico, i calcoli, la fornitura, il montaggio e l’assistenza post vendita a un unico referente offre una serenità maggiore e una certezza del risultato.

Quali sono gli ultimi progetti più importanti? Quali le richieste del brand e quali le soluzioni adottate?

Helitec si è specializzata nel retail con oltre 800 realizzazioni in tutta Italia. Il franchising Gelateria Via Mazzini è uno degli ultimi progetti a cui abbiamo lavorato. Le richieste del cliente sono state diverse: una ricerca progettuale più innovativa, l’uso di luci tecniche e profili Led per creare effetti luminosi, scenari emozionali per un risultato unico e su misura. La luce tecnica, dove l’effetto luminoso è il protagonista e non il corpo illuminante, è la specializzazione di Helitec. Oltretutto abbiamo dedicato un catalogo intero solo per la produzione custom di profili led con i quali abbiamo potuto realizzare tagli di luce, gole e segni grafici studiati appositamente per il punto vendita. Diverso quanto fatto per il franchising di Farmacie Comunali Experta. La richiesta è stata di corpi illuminanti che producessero un flusso luminoso importante, un’efficienza elevata poiché sarebbero rimaste accese a lungo e un contenimento degli interventi sulle strutture esistenti poiché spesso si trattava di ristrutturazioni di farmacie esistenti. In questo caso la consulenza è stata fondamentale nella ricerca dei corpi illuminanti perché la sfida era doppia: trovarli con le caratteristiche tecniche giuste ma anche delle dimensioni adatte a non richieder opere edili eccessive.

In che modo, secondo voi, la luce impatta sul cliente? Quali le accortezze da tenere a mente?

Nell’ultimo anno abbiamo approfondito un aspetto ancora troppo poco considerato, ovvero quanto la luce artificiale impatta sulla salute e il benessere delle persone. È vero che in ambito retail il focus è sul marketing, ma prima c’è un effetto sul nostro corpo. Un esempio che rende chiaro il concetto è quello della luce bianca, ampiamente utilizzata nel retail. È il tipico colore della luce del Sole a mezzogiorno. Come possiamo stare bene delle ore sotto una luce del genere? Basta riflettere, ad esempio, sulla sensazione di alienazione che vivono i frequentatori dei centri commerciali.

Qual è l’ultimo prodotto inserito in catalogo e che caratteristiche ha?

Il faretto incasso Cridoo Bicerin e il proiettore Regio. Quello che hanno di speciale è la loro duttilità tecnica, la flessibilità in fase di installazione abbinata a un design accattivante. Sono corpi illuminanti componibili. Le loro parti si compongono come un Lego. Il proiettore Regio in particolar modo permette di variare l’apertura dell’ottica, quindi il raggio di apertura direttamente sul posto. Lo stesso proiettore può illuminare un punto preciso o un’area più ampia garantendo flessibilità con un unico prodotto.

Quali sono le ultime tendenze in fatto di illuminotecnica per il retail?

Il retail lo vediamo sempre più attento all’illuminazione e ha ragione di esserlo. Mentre prima si lavorava sulla quantità, con spianate di faretti e proiettori, ora si ha la consapevolezza che un prodotto ben illuminato ha molte più probabilità di essere venduto. Proprio per questo noi consigliamo prodotti con un altissimo indice di resa cromatica senza mai prescindere da un’adeguata progettazione. Il rispetto dei colori, delle forme, dei dettagli è prioritario ma “la potenza è nulla senza controllo”.

L’illuminazione è un costo per un retailer. In che modo le vostre soluzioni abbattono le spese?

La luce viene ancora vista come un mero costo ma cerchiamo in tutti i modi di insegnare ai nostri clienti che è un investimento. Grazie a partnership e certificazioni importanti abbiamo sviluppato servizi collaterali alla fornitura di corpi illuminanti. Nel caso di catene di negozi, franchising con un numero elevato di punti vendita, la somma dei consumi rende l’azienda particolarmente energivora. In questo caso, essendo noi un’azienda certificata ESCo (Energy Saving Company) rendiamo accessibili finanziamenti tramite terzi (FTT), con EPC (Energy
Performance Contract).

Intervista ad Andrea Lanaro, ceo di OLEV

Focus fornitori OLEV Andrea Lanaro

Andrea Lanaro, ceo di OLEV

Come si configura la presenza di OLEV nel mercato delle soluzioni per il retail?

Ho creato il brand nel 2014, trasformando la storica azienda di illuminazione fondata nel 1975 da mio padre. Otto anni fa mi resi conto che non c’era nessuno nel mercato dell’illuminazione che avesse un catalogo solo di lampade decorative a Led. Così decisi di focalizzarmi esclusivamente sulla produzione di lampade di design con questa tecnologia. Oggi, dopo cinque anni, siamo cresciuti moltissimo sia in termini di collaboratori, dipendenti e partner; sia a livello di fatturato che è aumentato più del doppio.

In che modo è composta la vostra rete di vendita, consulenza, progettazione e montaggio?

Abbiamo deciso fin da subito di ricreare una rete commerciale fatta di soli partner fidati, quali lighting designer, architetti e rivenditori specializzati, in grado di garantire la giusta professionalità al cliente finale. Siamo in grado di seguire progetti retail complessi grazie alla nostra rete di uffici di progettazione che si occupa di tutti gli aspetti: dalla disposizione dei corpi illuminanti fino al calcolo illuminotecnico.

Quali sono gli ultimi progetti più importanti? Quali le richieste del brand e quali le soluzioni adottate?

Abbiamo da poco sviluppato il progetto di illuminazione del nuovo nuovo edificio direzionale di Mercedes-Benz a Berlin Mitte, nel cuore della capitale tedesca. Ci veniva chiesto lo sviluppo di lampade a sospensione da installare sopra alle postazioni lavoro degli impiegati. Tutte le lampade OLEV sono state realizzate su disegno: presentano uno schermo frangiluce microprismatico per garantire l’assenza di abbagliamento dell’occhio umano e il corretto grado di illuminazione per chi dovrà rimanere per ore davanti ai videoterminali.

In che modo, secondo voi, la luce impatta sul cliente? Quali le accortezze da tenere a mente?

Recenti studi scientifici hanno dimostrato chela luce ha un’enorme influenza sul nostro stato d’animo e sulla sensazione di vitalità. Il nostro corpo “legge” la luminosità circostante e reagisce di conseguenza in modo del tutto automatico. Lavorando o vivendo la maggior parte del nostro tempo in ambienti interni, siamo costretti a compensare con la luce artificiale. OLEV da tempo studia una luce intelligente che possa generare benessere. Le nostre lampade sono in grado di variare intensità, colore e temperatura della luce, anche in maniera separata e controllabile da remoto tramite smartphone. Abbiamo anche reso possibile l’imitazione del cambiamento della luce naturale a seconda dell’orario della giornata.

Qual è l’ultimo prodotto inserito in catalogo e che caratteristiche ha?

È in progress il nuovo catalogo 2020 che vede figurare più di 110 lampade di design OLEV che possono declinarsi in diverse varianti. Da quest’anno abbiamo intrapreso la collaborazione con il designer Marc Sadler, divenuto nostro art director. Marc ci sta affiancando in questa veloce crescita con circa 60 nuovi corpi illuminanti. Assieme a Marc abbiamo sviluppato un’intera famiglia di lampade fonoassorbenti studiate per i progetti retail, chiamata Silence. Si tratta di vere e proprie sospensioni luminose in grado di limitare il riverbero sonoro che è il principale motivo di disturbo in ambienti rumorosi come ristoranti, negozi e uffici. Eclipse Nuance Silence, ad esempio, grazie all’utilizzo di un materiale inedito nel campo dell’illuminazione come il lamierino microforato dallo spessore ridotto, assorbe i rumori e può migliorare l’acustica dello spazio circostante fino al 50%.

Quali sono le ultime tendenze in fatto di illuminotecnica per il retail?

Chi si occupa di progettare spazi pubblici o retail dovrebbe sempre curare i particolari avendo come fine ultimo il benessere psicofisico delle persone che vi transiteranno o lavoreranno. Inoltre, non va dimenticato che una corretta luce a livello di temperatura è decisiva nella messa in risalto dei prodotti che il retailer vuole vendere. Pensiamo al cibo: frutta e verdura se illuminati male posso apparire avariati, così come carni e cibi freschi. Di recente abbiamo creato per la nota catena di supermercati Lidl un sistema di illuminazione ad altissima resa cromatica: le fragole ora appaiono rosse come sotto la luce del sole.

L’illuminazione è un costo per un retailer. In che modo le vostre soluzioni abbattono le spese?

I vantaggi di acquistare solo lampade a tecnologia LED sono nei numeri: tagliano i consumi energetici fino al 90% e garantiscono più di 50.000 ore di luce senza manutenzione. Non si surriscaldano, quindi non disperdono energia a vuoto.

Intervista a Luciano Cinquemani, field marketing manager di Trilux

Luciano Cinquemani, field marketing manager di Trilux

Come si struttura la presenza di Trilux sul mercato delle soluzioni illuminotecniche per il retail?

Il gruppo Trilux è presente nell’ambito delle soluzioni di illuminazione per il retail con il brand Oktalite. Oggi Oktalite è sinonimo di valore aggiunto ottenuto con la luce nel settore della vendita al dettaglio. Oktalite si propone come partner di fiducia nello sviluppo e nella realizzazione di sistemi Led e modelli realizzati su misura per grandi magazzini, negozi e showroom.

In che modo è composta la vostra rete di vendita, consulenza, progettazione e montaggio?

Oktalite è presente sul territorio italiano con un team di key account manager coadiuvati da un back office tecnico-commerciale presente presso i nostri uffici di Caponago (MB).

Quali sono gli ultimi progetti più importanti? Quali le richieste del brand e quali le soluzioni adottate?

I nostri partner richiedono soluzioni efficienti, ma soprattutto perfette dal punto di vista illuminotecnico. Ogni giorno collaboriamo con clienti tra i quali Coop, Conad, Lidl, Pam, solo per citarne alcuni, che affidano a Oktalite la progettazione illuminotecnica e la fornitura delle soluzioni. L’adozione di una soluzione piuttosto che un’altra è strettamente legata alla natura del format, ma nella maggior parte dei casi si opta per i sistemi a fila continua per l’illuminazione generale, con i proiettori e apparecchi a sospensione come illuminazione specifica.

In che modo, secondo voi, la luce impatta sul cliente? Quali le accortezze da tenere a mente?

Il nostro obiettivo è generare emozioni attraverso la luce. Il consumatore acquista prima di tutto con gli occhi. Una buona illuminazione deve contribuire a esaltare le caratteristiche dei prodotti esposti, siano essi automobili, abbigliamento, prodotti da forno, frutta e verdura, carne o pesce. Le nostre soluzioni di illuminazione sono pensate per rispondere a richieste con elevati standard da parte dei nostri clienti e con alcuni di essi sviluppiamo delle soluzioni ad hoc per i loro format.

Qual è l’ultimo prodotto inserito in catalogo e che caratteristiche ha?

Il nostro portafoglio di soluzioni spazia dai classici proiettori a binario e proiettori da incasso agli apparecchi a sospensione e sistemi modulari per fila continua. Questo ci consente di coprire quasi tutte le esigenze in ambito retail. L’ultimo in ordine di novità è E-Line Next LED, sistema modulare a fila continua con un’efficienza massima di 190 lm/W che offre una flessibilità finora impensabile in termini di ottiche, pacchetti lumen, moduli e classi di isolamento.

Quali sono le ultime tendenze in fatto di illuminotecnica per il retail?

Il punto vendita classico non esiste più. Oggi è prima di tutto un luogo esperienziale, dove il consumatore è coinvolto emotivamente grazie a tutte le componenti del format espositivo. L’illuminazione gioca un ruolo cruciale poiché, oltre ad assolvere il compito di illuminare garantendo visibilità e sicurezza, è uno strumento di marketing. Caratteristiche quali la temperatura del colore, la resa cromatica, l’angolo di emissione, il posizionamento della fonte luminosa, contribuiscono in maniera determinante a “mettere in scena” il prodotto e a renderlo appetibile agli occhi del consumatore.

L’illuminazione è un costo per un retailer. In che modo le vostre soluzioni abbattono le spese?

La componente illuminazione rappresenta una parte importante del format espositivo, nonché una componente di costo dal punto di vista energetico, così come anche le componenti condizionamento e refrigerazione nel caso del retail food. Oktalite utilizza per le sue soluzioni componenti high end ad alta efficienza energetica che consentono di abbattere i consumi fino all’80%. Inoltre, è possibile ottenere ulteriori risparmi adottando dei sistemi di gestione della luce come ad esempio LiveLink, sistema mediante il quale il cliente è in grado di gestire l’impianto di illuminazione semplicemente da uno smartphone e di monitorare consumi e stato del sistema.

Intervista a Davide Diamantini, titolare Karman

Davide Diamantini, titolare Karman

Come si configura la presenza di Karman nel mercato delle soluzioni per il retail?

Karman nasce 14 anni fa quando presentammo la prima collezione a giugno 2005. È una storia tutto sommato breve rispetto ai competitor. L’obiettivo che ci siamo dati fin dall’inizio è stato quello di dare innanzitutto un’identità forte e ben definita all’azienda e ai prodotti. Prima di Karman, infatti, io vendevo orologi da parete e da tavolo e il settore dell’illuminazione era qualcosa di nuovo per me. In comune, c’era l’aspetto del design da cui deriva l’attenzione verso la produzione di articoli unici e iconici. Oggi, sfogliando il nostro catalogo, posso dire che non siamo la copia di nessuno. Questo anche grazie alle collaborazioni con diversi designer.

Che valore aggiunto hanno portato queste collaborazioni?

In tutti i casi siamo riusciti a far emergere un filo conduttore che unisce tutte le nostre realizzazioni. Questo attraverso una forte e stretta collaborazione con i designer. Sintetizzando, i prodotti Karman devono portare la firma del designer, collocarsi sul mercato e portare dentro di sé il DNA dell’azienda. Per noi è fondamentale che si mantenga una certa identità.

Come funziona la vostra rete di consulenza e progettazione?

Noi lavoriamo principalmente con architetti che, oltre al classico negozio di illuminazione, sono il nostro interlocutore principale. Così, per esempio, abbiamo realizzato a Firenze un locale che si chiama La Ménagère: oltre mille mq di superficie dedicati alla ristorazione in cui abbiamo inserito circa 130 corpi illuminanti Karman che rappresentano tutta la storia del brand. A partire dai materiali utilizzati: cemento, vetroresina, tecnopolimeri, alluminio, metallo, vetro soffiato, gres, ecc.

In che modo, secondo lei, l’illuminazione impatta sul cliente?

La luce è una delle componenti primarie affinché il cliente si trovi bene o male all’interno di un locale; assieme alla componente sonora. Pensiamo a quei locali in cui c’è una luce sparata bianca stile neon, non il massimo dell’accoglienza.

Qual è l’ultimo articolo inserito nel catalogo?

A Euroluce abbiamo presentato una collezione di lampade che si chiama Cupido: una barra luminosa caratterizzata dall’inserimento di un paralume. Questo prodotto risponde a esigenze di comfort illuminotecnico nel senso che, grazie al collegamento a un app, è possibile regolare il bianco dinamico: dal colore più freddo al colore più caldo.

Intervista a Francesco Menegotto, export manager di Modoluce

Francesco Menegotto, export manager di Modoluce

Come si configura la presenza di Modoluce nel mercato delle soluzioni per il retail?

Modoluce è presente da 20 anni sul mercato. Ha cominciato la sua storia utilizzando soprattutto il tessuto. Una caratteristica che ha dato modo all’azienda di essere da subito presente nel settore contract con prodotti di fascia medio-alta. Da sempre, per l’azienda, quello che conta è il progetto: dal ristorante all’hotel, passando per i negozi, i luoghi pubblici e le case private. In particolare, nell’ultimo periodo, è cresciuto il settore aziendale, quindi uffici, mense, luoghi comuni come nel caso delle collaborazioni con LinkedIn a Milano, Bosch in Germania, ecc.

Come è composta la vostra rete di vendita, consulenza e progettazione?

Negli ultimi anni questa parte del business è molto cambiata. Prima seguivamo una logica tradizionale che prevedeva il mandato a un agente e i rapporti con un’azienda di distribuzione. Oggi siamo strutturati diversamente. Nei mercati più importanti abbiamo dei distributori, in altri una rete di agenti attraverso cui abbiamo sviluppato una relazione speciale con alcuni architetti che ci scelgono come partner illuminotecnici per i progetti più importanti.

Qual è l’ultimo progetto a cui avete preso parte?

L’ultimo progetto in ordine di tempo ci ha visti protagonisti, in collaborazione con un architetto italiano, della realizzazione di un concept dedicato a un brand food retail giapponese con circa mille punti vendita in patria. Particolare riscontro, invece, lo abbiamo ottenuto con la partecipazione al progetto di Starbucks a Milano.

In che modo, secondo lei, la luce impatta sul cliente?

Qui si apre un mondo. Sintetizzando, direi che le nostre lampade, nel momento in cui un progetto viene realizzato con l’uso di luci tecniche rispondono all’esigenza decorativa. Questo per due motivi: per prima cosa danno quel tocco di design che architetto e committente cercano per caratterizzare il proprio locale; in secondo luogo, riescono a creare quell’accento, quella luce morbida su un tavolo piuttosto che in un’area relax. Ultimamente, però, riceviamo sempre più richieste per soluzioni che riescano a rispondere alle esigenze di comfort acustico che si raggiunge grazie all’utilizzo di particolari materiali fonoassorbenti.

N.G.

Riproduzione riservata © retail&food